Per il numero 10 dell'ultimo scudetto granata una mostra e il premio “Piero Rinaldi
l’amicizia nello sport “.
A Riccardo Bisti il premio giornalistico “Gian Paolo
Ormezzano”.
Un clima di festa, in un mix tra allegria e (dolce) commozione, ha accompagnato la nona
edizione del “Memorial Mauro Tartaglia”, tradizionale evento organizzato dal Toro
Club Melfi “Gian Paolo Ormezzano”, manifestazione sportiva e culturale in memoria di
Mauro Tartaglia, figura mai dimenticata nel contesto melfitano (e non solo) per le sue
benemerenze nel ruolo di educatore, amministratore pubblico e animatore civile.
Dopo il saluto istituzionale del sindaco Giuseppe Maglione, a fare gli onori di casa
(davanti a oltre cento persone) è stato il presidente del club Gianluca Tartaglia, il cui
costante impegno ha condotto a Melfi un'altra leggenda del mondo granata: Renato
Zaccarelli, Campione d'Italia nel 1976 e terzo torinista per numero di presenze (413) alle
spalle dei soli Giorgio Ferrini e Paolo Pulici.
Proprio a Zaccarelli è stata dedicata la mostra “Il Lord Granata”, allestita da Giampaolo
Muliari (direttore del Museo del Grande Torino e della Leggenda Granata) e dal figlio
Alessandro, storici amici del club lucano e instancabili nella costante opera di
diffusione della memoria granata in centinaia di mostre in giro per l'Italia.
L'epopea di Zaccarelli è stata raccontata dagli esordi fino alla parentesi da allenatore,
che permise al Torino di tornare in Serie A nel 2005 (promozione poi svanita nei meandri
di un fallimento mai chiarito a fondo).
“Sono arrivato a Torino da ragazzo, dopo che con le mie Marche vincemmo un
campionato interregionale giovanile e fui acquistato inizialmente dal Catania – ha detto
un Zaccarelli più volte in preda all'emozione, commosso dall'affetto del pubblico – ma
ben presto ho imparato cos'era il mondo Toro, potendo frequentare il Filadelfia e la
prima squadra di allora, su tutti Giorgio Ferrini.
Sapete, il ricordo di Superga era
ancora fresco e capitava spesso che i giovani rampanti fossero paragonati a qualche
componente di quella mitica squadra.
Difficile, ma anche un onore immenso”.
Zaccarelli ha poi raccontato alcuni retroscena della vita da spogliatoio e di quanto sia
stata importante la figura di Gigi Radice nel costruire la squadra che il 16 maggio 1976
avrebbe vinto lo scudetto, l'ultimo della storia granata.
“In particolare aveva compreso
prima di altri l'importanza della preparazione atletica: durante i ritiri in montagna
diceva che al pomeriggio saremmo usciti a fare una passeggiata... peccato che ci
portava in luoghi accessibili – forse – soltanto agli stambecchi!”.
L'evento è stato arricchito da un filmato emozionale dedicato a Zaccarelli (realizzato da
Fabio Milano), nonché da un video-saluto di Paolo Pulici per il suo compagno di tante
battaglie.
Zaccarelli, tra l'altro, è stato insignito del premio “Piero Rinaldi – l'amicizia nello
Sport”, in memoria dell’indimenticato presidente del CR della Lnd Basilicata i cui
familiari hanno premiato Zaccarelli sinceramente commosso e ricordato con affetto da
Franco Selavaggi, campione del Mondo con l'Italia nel 1982 e torinista in due intense
stagioni dal 1982 al 1984, amico personale dello storico dirigente lucano.
PREMI E INIZIATIVE
Come tradizione, il “Memorial Tartaglia” ha consegnato il premio giornalistico “Gian
Paolo Ormezzano” giunto alla XX edizione. Nell'occasione è stato premiato Riccardo
Bisti, commentatore tennistico per Sky Sport ed Eurosport, nonché acceso tifoso
torinista.
Una passione che ha condotto alla realizzazione de “Il Toro di Amsterdam”
(Milieu Edizioni, 2022).
Il libro racconta l'epopea del Torino dei primi anni '90 guidato da
Emiliano Mondonico, un sogno tra luci e ombre che si è infranto sui pali di Amsterdam
nella finale di Coppa Uefa contro l'Ajax.
Bisti ha presentato il libro dialogando con
Alessandro Muliari in un vibrante botta e risposta, colmo di aneddoti e curiosità.
“Da studente universitario con la passione per il giornalismo rimasi colpito, leggendo le
pagine granata di Tuttosport, dalle iniziative del club di Melfi – ha detto Bisti – quando
fu istituito il premio giornalistico pensai che un giorno sarebbe stato bello essere preso
in considerazione.
Poterlo vincere vent'anni dopo, peraltro in memoria di un'istituzione
della nostra categoria come Gian Paolo Ormezzano, è dunque un'emozione molto, molto
speciale”.
Tra i vari riconoscimenti, particolarmente sentito quello a Giampaolo e
Alessandro Muliari: non è azzardato definirli “melfitani d'adozione” per la disponibilità
che ogni anno dedicano all'evento, impreziosendolo con cimeli di alto valore storico.
Non a caso, è stata consegnata loro la tessera onoraria del club.
C'è poi stata un'appendice: un premio per alcuni soci del Toro Club Melfi per la loro
costante partecipazione alle partite del Torino, in ogni angolo d'Italia, laddove lo
striscione del club non manca mai.
A uno di loro è stata consegnata una maglia
autografata di Che Adams.
L'evento (magistralmente condotto da Luigi Di Lauro,
giornalista di RAI Basilicata) si è poi concluso con un'affollata cena sociale del club, a cui
hanno preso parte gli amici del vicino Toro Club BAT (Barletta-Andria-Trani), presenti
con una delegazione. Tanta gioia per il direttivo del club, a partire da un Gianluca
Tartaglia il cui discorso introduttivo ha generato un lungo e sentito applauso.
Tra
l'altro c'è stata occasione di ricordare le prossime iniziative del club, che nel 2026 sarà
incentrata sulle celebrazioni per il 50esimo anniversario dell'ultimo scudetto granata.
Perché Melfi, ancora una volta, si conferma in prima linea nel variegato e affascinante
microcosmo del tifo torinista.





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