La scelta delle opere è cura del De Sica, presieduto da chi scrive.
Un viaggio fatto di film italiani diretti da giovani registi ("Vittoria" diretto da Alessandro Cassigoli e Casey Kauffman, e "Vermiglio" di Maura
Delpero), l'ultimo di Ken Loach ("The Old Oak"), sei cortometraggi di
autori italiani che hanno molto colpito per la loro profondità (visti e
premiati al festival Tulipani di Seta Nera sul cinema sociale e al
Montecatini International Shorts Film Festival); il film francese "La
gazza ladra" e l'ultimo, belga, dei fratelli Luc e Jean-Pierre Dardenne
"Giovani madri".
Il poeta polacco premio Nobel Czesław Miłosz concepisce la poesia come una "testimonianza" etica e storica, un "inseguimento appassionato del Reale". Il poeta è un sopravvissuto, sostiene, che usa la parola per colmare il vuoto, unendo memoria, compassione e una visione metafisica del mondo.
Inseguimento del Reale dunque, in cui la poesia non deve perdersi in
astrazioni, ma essere fedele al particolare, alla realtà concreta, quasi
come un "inseguimento" del mondo sensibile. Ha una funzione metafisica e
sacra: Contrariamente al relativismo moderno, Miłosz cerca nel
quotidiano la presenza del mistero, con una nostalgia del sacro che mira
a una visione integrale dell'essere (da una nota critica).
Ecco, mutuato al cinema dei Fratelli Dardenne, e a questo loro ultimo
"Giovani madri", lo spettatore entra in armonia con le vicende
quotidiane, facendo delle storie un unicum per raccontare il nostro
tempo.
Il vescovo Ciro Fanelli che ha chiuso la rassegna, ha espresso la
dimensione della compassione insita nel film. Nel senso cristiano e
umano.
Lo sguardo sul cinema europeo pone ulteriori interrogativi mentre apre
a nuove e profonde realtà.
Il preside Masciale ha voluto offrire, a nome della Università
popolare, una targa ricordo per questo viaggio nel cinema d'autore.
Agenzia di Comunicazione, Produzioni Video, Social
Commenti
Posta un commento