Barile si stringe nel ricordo di Monsignor Domenico Telesca: un'istituzione tra fede, cultura e amore per la comunità
BARILE (PZ) – In un’atmosfera sospesa tra la profonda commozione e la gioia del ricordo, la comunità di Barile si è riunita per celebrare una delle figure più emblematiche e amate della sua storia recente: Monsignor Domenico Telesca(noto affettuosamente come Don Domenico). L'evento, promosso in sinergia tra la Parrocchia Santa Maria delle Graziee la Pro-Loco Barile, ha coinciso con il 30° anniversario della sua scomparsa, avvenuta il 25 maggio 1996, proprio nei giorni dedicati ai festeggiamenti della compatrona del paese, la Madonna di Costantinopoli.
L'incontro – introdotto dalla proiezione di uno straordinario video d'archivio curato dal Professor Giovanni Mazzeo e trasmesso da Basilicata WebTV / TG7 Basilicata – ha visto l'avvicendarsi di testimonianze istituzionali, laiche e religiose di grande spessore, coordinate dall'attuale parroco Don Davide.
Il ritratto di un pastore: l'uomo, l'amico e il sacerdote
Don Domenico, originario della vicina comunità arbreshe di Maschito, arrivò a Barile il 24 maggio 1957 e vi rimase come parroco per quasi quarant'anni, fino al giorno della sua dipartita, avvenuta nel giorno di Pentecoste del 1996. Fin dal suo arrivo, seppe "inculturarsi" perfettamente nella realtà locale, abbracciandone le tradizioni storiche con un amore viscerale.
I relatori lo hanno tratteggiato attraverso tre dimensioni fondamentali: l'uomo, che partecipava attivamente alla vita del paese e conosceva ogni singola famiglia e i suoi disagi; l'amico, sempre vicino agli ultimi e ai poveri attraverso gesti di carità concreta; e il sacerdote, interamente dedito alla cura delle anime e della sua parrocchia.
La Cronaca degli Interventi
L'introduzione di Don Davide
Il parroco attuale, Don Davide, ha aperto l'evento ricordando l'importanza della memoria condivisa: "Siamo qui per vivere questo momento di commemorazione e di ricordo di don Domenico, che ha vissuto tanti anni da parroco in mezzo a voi e di cui ricorre il 30º anniversario dalla sua dipartita. Cadendo proprio nuovamente durante i giorni della festa della nostra Patrona, è bello ricordarlo attraverso le vostre voci, poiché quando lui è salito al Padre io andavo ancora all'asilo e non ho avuto la possibilità di conoscerlo direttamente". Don Davide ha poi ringraziato pubblicamente il Prof. Giovanni Mazzeo per aver custodito e messo a disposizione il prezioso materiale video dell'archivio storico.
L'intervento del Sindaco di Barile
Il primo cittadino ha voluto ricordare Don Domenico non solo come una figura religiosa, ma come una vera e propria istituzione civile e sociale per il paese: "Lo ricordo fin da quando sono arrivato qui nell'89-90; è stato colui che mi ha sposato nel '91. Spiccava per la sua spontanea amabilità, per il suo sorriso e per la capacità di coinvolgere le persone, anche chi non era originario di Barile. Don Domenico era bravissimo a raccogliere il sentimento della gente e ad ascoltare le difficoltà di chiunque si rivolgesse a lui per trovare una speranza".
Il Sindaco ha ricordato con affetto anche i momenti conviviali a fine processione: "A prescindere da chi governasse il paese, ci invitava tutti in sacrestia per stappare delle bottiglie di spumante. Lì si scherzava, si rideva e si pensava subito al giorno dopo e a come affrontare le difficoltà quotidiane". Ha infine lanciato un monito sul forte calo demografico, ricordando che negli anni d'oro di Don Domenico Barile contava quasi 4.000 abitanti, mentre oggi si è ridotta a 2.451 anime, esortando la cittadinanza a mantenere vivo il profondo senso di comunità ereditato dal Monsignore.
La testimonianza di Angioletta (Presidente del Comitato Venerdì Santo)
Rappresentando la memoria storica del laicato parrocchiale, Angioletta ha ricordato il periodo fiorente dell'Azione Cattolica vissuto sotto la guida di Don Domenico e dell'indimenticata educatrice Anna Paternoster: "Erano anni bellissimi in cui eravamo più giovani e disponibili. Don Domenico prese in mano la Sacra Rappresentazione del Venerdì Santo già nel 1958, rendendola una sua creatura. Successivamente decise di fondare un comitato autonomo chiamando a raccolta tutte le categorie dei mestieri e delle professioni del territorio".
Ha poi rievocato un aneddoto straordinario legato all'ordinazione episcopale di Monsignor Cozzi (storico amico di studi di Don Domenico) avvenuta a Lagonegro il 25 ottobre 1981: "Partimmo da Barile con ben 4 o 5 pullman. I nostri ragazzi dell'Azione Cattolica sfilarono indossando i costumi tradizionali arbreshe. Il Cardinale Baggio, che presiedeva l'eucaristia, vedendoli chiese a Don Cozzi cosa significasse quel folklore in una simile circostanza liturgica. E Don Cozzi gli rispose prontamente: 'Non è folklore, Eminenza, è l'amore che Don Domenico ha per il suo paese e per le sue tradizioni'".
Il ricordo di Rocco (Presidente della Pro-Loco Barile)
Rocco, parlando a nome dei più giovani, ha espresso l'orgoglio e la responsabilità nel portare avanti l'eredità della Pro-Loco, fondata proprio da Don Domenico ben 60 anni fa: "La mia esperienza con lui è legata agli anni '90 quando facevo il chierichetto. Aveva una capacità straordinaria di essere uomo umile in mezzo al popolo. Per gratitudine, l'amministrazione lo volle cittadino onorario e noi lo abbiamo iscritto come socio onorario perpetuo della Pro-Loco".
Rocco ha ricordato l'impegno recente della Pro-Loco nel realizzare mostre documentarie per preservare la memoria del parroco, tra cui quella intitolata "In mezzo al traffico apparve Gesù", volta a celebrare lo storico viaggio a Roma del 1983 quando la Via Crucis di Barile paralizzò il centro della Capitale attirando le lodi del quotidiano Avvenire. Ha infine concluso con un sorriso e un applauso legati allo sport locale: "In quegli anni Don Domenico lanciò lo slogan 'U.S. Barile - Droga No' e andammo in Promozione. Proprio oggi, dopo trent'anni esatti, la squadra è tornata in Promozione. Don Domenico, oggi festeggi questo campionato insieme a noi!".
L'emozionante intervento di Don Giuseppe (Successore parrocchiale)
Don Giuseppe ha voluto porre l'accento soprattutto sulla straordinaria dimensione sacerdotale e sulla generosità disinteressata del suo predecessore, con cui ha condiviso due intensi anni dal 1994 al 1996 come seminarista e diacono: "Era un sacerdote vero dal cuore grande. Quando è morto, aveva in tasca appena una trentina di mila lire e nient'altro. Aveva dato tutto, fino all'ultimo soldo, per questa parrocchia, pagando di tasca propria persino il nuovo portone della chiesa a marzo".
Don Giuseppe ha poi svelato un commovente retroscena legato al giorno della morte, il 25 maggio 1996: "La mattina stessa lo aiutai a riordinare minuziosamente un grande armadio della sacrestia. Mi guardò e mi disse: 'Grazie Giuseppe, perché ora che muoio devo lasciare tutte le cose in ordine'. Noi lo rproverammo scherzando, dicendogli di non parlare di morte. Il pomeriggio stesso, Don Domenico non c'era più". Ha inoltre ricordato la sua immensa e poetica devozione mariana: "A fine omelia domenicale, anche quando il Vangelo parlava d'altro, lui doveva sempre chiudere dicendo: '...e poi c'è lei, la Madonna!', lasciandosi andare a parole di infinito amore verso la Vergine".
Le conclusioni di S.E. il Vescovo della Diocesi
Il Vescovo ha chiuso l'incontro offrendo una profonda riflessione sulla figura del sacerdote nel tessuto sociale moderno: "Attraverso i vostri ricordi ho rivissuto lo stile dei sacerdoti di quella straordinaria generazione. Preti innamorati della parrocchia, che non avevano altra casa, altra preoccupazione o altra gioia se non la propria comunità. Don Domenico faceva parte di quel clero che desiderava avere il cuore pieno dei volti della propria gente, e non il portafoglio pieno di denaro. Era l'uomo della pace e dell'unità. In un mondo che oggi appare secolarizzato, questa sera abbiamo compreso che se in un paese manca il prete, in fondo manca il sale".
Citando infine un pensiero espresso proprio quel giorno da Papa Francesco, il Vescovo ha concluso: "'Non servono le grandi potenze a portare la pace nel mondo, serve l'onnipotenza dell'amore'. Noi non dobbiamo copiare sterilmente il passato, ma raccogliere il testimone spirituale e pastorale di Don Domenico per abitare il nostro tempo presente con lo stesso identico entusiasmo".
Al termine della tavola rotonda, accompagnata da scroscianti applausi, l'attuale parroco Don Davide ha invitato tutti i presenti a spostarsi in corteo presso la vicina sede della Pro-Loco Barile per tagliare ufficialmente il nastro della mostra fotografico-documentaria curata insieme ai catechisti, volta a rendere perenne l'omaggio della comunità al suo storico e indimenticato "Buon Pastore".
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