Rionero, 1972: Quando la Via Crucis si fece Storia e Cinema
Un tuffo nel passato attraverso le immagini d'archivio che immortalano una delle più suggestive e partecipate manifestazioni religiose del Vulture. RIONERO IN VULTURE — Ci sono immagini capaci di fermare il tempo, di restituire intatta l'atmosfera di un'epoca e di raccontare l'anima profondamente devota e comunitaria di un intero paese. È il caso dello straordinario documento video della Via Crucis del 1972 a Rionero, una testimonianza storica che riaccende i riflettori su una tradizione che per secoli ha unito fede, rappresentazione sacra e identità locale. Il 1972 non fu un anno qualunque per questa manifestazione. In quel periodo, la sacra rappresentazione del Venerdì Santo a Rionero in Vulture viveva un momento di straordinario splendore, attirando non solo i fedeli dei paesi limitrofi ma anche l'interesse di registi, documentaristi e appassionati di tradizioni popolari. Un set a cielo aperto tra fede e realismo Le immagini in bianco e nero e i primi storici colori della pellicola dell'epoca ci restituiscono una Rionero trasformata in una vera e propria Gerusalemme lucana. Le strade, i vicoli storici e le piazze principali fanno da sfondo a una messinscena di straordinario impatto visivo ed emotivo. Ciò che colpisce maggiormente della sfilata del 1972 è il realismo dei costumi e il coinvolgimento totale della cittadinanza. Centinaia di figuranti — tra soldati romani a cavallo, pie donne, apostoli e i ladroni — sfilano in un silenzio quasi irreale, rotto solo dal suono cupo dei tamburi e dai canti della tradizione. Il ruolo di Gesù, storicamente interpretato da cittadini che vivevano quel momento con profonda penitenza e trasporto spirituale, emerge nel video in tutta la sua drammaticità: sotto il peso di una massiccia croce di legno, il protagonista attraversa le vie del paese tra la folla accalcata ai margini delle strade, sui balconi e persino sui tetti delle case. I volti di una comunità Al di là del valore religioso, il video del 1972 è un eccezionale documento antropologico. Guardando attentamente i fotogrammi si può leggere la storia di una Basilicata che stava cambiando: i volti scavati degli anziani con la coppola, le donne con il velo nero in segno di lutto, lo sguardo magnetico e curioso dei bambini dell'epoca e l'eleganza sobria degli abiti domenicali. C'è l'orgoglio di un popolo che si riappropria delle proprie radici culturali in un momento di transizione sociale ed economica. Un'eredità da custodire Rivedere oggi queste immagini non è solo un'operazione di nostalgia, ma un atto di memoria necessario. La Via Crucis di Rionero in Vulture rappresenta uno dei pilastri del patrimonio immateriale della regione. Filmati come questo, fortunatamente conservati e digitalizzati, permettono alle nuove generazioni di capire da dove provengono l'intensità e la passione che ancora oggi caratterizzano i riti della Settimana Santa nel Vulture. Un frammento di storia impresso sulla pellicola che continua, a distanza di oltre cinquant'anni, a emozionare e a far riflettere sulla forza immutabile della tradizione.Agenzia di Comunicazione, Produzioni Video, Social
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