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📺 XXI Certamen "Giustino Fortunato": Alessio Lapice

IIS "G. Fortunato" Rionero in Vulture, 9 Maggio 2026.

Alessio Lapice al XXI Certamen "Giustino Fortunato": Un Dialogo tra Sogni, Radici e Talento In occasione della ventunesima edizione del Certamen "Giustino Fortunato", l'Istituto di Istruzione Superiore di Rionero in Vulture ha ospitato un ospite d'eccezione: l'attore Alessio Lapice. Conosciuto dal grande pubblico per i suoi ruoli in Imma Tataranni - Sostituto Procuratore, Il Primo Re e Uonderbis, Lapice ha trasformato il palco dell'istituto in un luogo di scambio profondo, parlando ai ragazzi con una sincerità e un'umiltà rare nel mondo dello spettacolo. Il Ritorno alle Origini: "Ero come voi" Fin dai primi istanti del suo intervento, Lapice ha voluto abbattere le barriere tra l'attore di successo e gli studenti. [01:44] Raccontando il suo passato scolastico a Napoli, ha ammesso con ironia di non essere stato un "secchione" fin dall'inizio [02:01]. La disciplina e lo studio rigoroso sono arrivati dopo, alimentati dalla scoperta della sua vera passione: la recitazione. Il suo messaggio è stato chiaro: non bisogna scoraggiarsi se non si ha ancora una strada definita, perché la vocazione può nascere anche dopo la scuola. La Recitazione come Scuola di Vita L'attore ha descritto il suo mestiere non solo come un lavoro, ma come un "acceleratore di conoscenza" dell'animo umano [03:36]. Interpretare personaggi distanti dalla propria sensibilità è una sfida che costringe a mettersi in discussione e a sospendere il giudizio verso gli altri. "La cosa più importante che ho imparato è stare con gli altri, restare in ascolto e accettare chi la pensa diversamente" [04:31]. Lapice ha inoltre sottolineato l'importanza del "gioco", inteso come approccio creativo e serio alla professione, mettendo in guardia dalla solitudine e dai sacrifici che si celano dietro i riflettori: sveglie all'alba, lunghe sessioni di studio sul divano e una preparazione fisica e mentale costante [06:42]. Le Grandi Sfide: Dal Proto-Latino al Freddo del Set Rispondendo alle domande degli studenti, Lapice ha ripercorso alcuni dei momenti più difficili della sua carriera, come la preparazione per il film "Il Primo Re" [29:46]. Recitare interamente in proto-latino (un'antica lingua arcaica) è stata una sfida immensa, ma superata dallo sforzo fisico richiesto dalle riprese: ore passate immersi in acqua gelida a novembre con addosso solo pochi stracci per simulare l'esondazione di un fiume [32:07]. L'Orgoglio del Sud e il Legame con le Radici Un tema centrale dell'incontro è stato il rapporto con il Mezzogiorno. Essere nati al Sud, secondo Lapice, è una forza inarrestabile [27:42]. Ha parlato con emozione delle sue origini a Castellammare di Stabia e di come sia cresciuto guardando i capolavori di Eduardo De Filippo e Totò [16:57]. A proposito della "fuga dei cervelli" e dei giovani che lasciano la propria terra, Lapice ha offerto una prospettiva positiva: "Viaggiare e spostarsi non significa dimenticare, ma arricchirsi. Portate la vostra terra in tasca ovunque andiate" [22:45]. Un Appello alla Cultura Personale In un'epoca dominata dalla velocità dei social media, l'attore ha rivolto un accorato appello alla lettura e alle arti [35:43]. Ha esortato i ragazzi a non studiare solo in funzione di un futuro stipendio o di una carriera, ma per nutrire la propria sensibilità umana. "Leggete un libro o guardate un film per voi stessi. Quelle storie vi salveranno la vita quando dovrete gestire un amore o un dolore. Chi ha più cuore vince sempre" [37:42]. Conclusione L'incontro si è concluso tra gli applausi e l'entusiasmo dei docenti e della dirigente Antonella Ruggeri, che ha lodato l'autenticità di Lapice. L'attore ha salutato i ragazzi invitandoli a godersi il viaggio senza l'ansia di avere già tutto pianificato, perché la bellezza della vita sta proprio nel lasciarsi sorprendere da ciò che si trova oltre l'orizzonte [26:45].

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