Marsico Nuovo, 12 Giugno 2026.
EcoDays Basilicata 2026: Al via in Val d'Agri la kermesse dedicata alla sostenibilità e alle comunità locali
Ha preso ufficialmente il via l'edizione 2026 degli EcoDays Basilicata, una delle più importanti manifestazioni nazionali dedicate alla tutela dell'ambiente, alla valorizzazione del territorio e alla promozione dello sviluppo sostenibile. La cerimonia di inaugurazione, intitolata significativamente "Terra Viva, Comunità Viva", si è svolta in un luogo dal profondo fascino storico e spirituale: l'ex Convento delle Benedettine a Marsicovetere.
Quattro elementi per raccontare il futuro
L'edizione di quest'anno si sviluppa lungo tre intense giornate e ruota attorno al focus concettuale dei quattro elementi naturali: aria, acqua, terra e fuoco. Come sottolineato in apertura, la scelta di questo tema mira a esplorare e rinsaldare il legame profondo e indissolubile tra la natura incontaminata, le comunità residenti e i modelli di sviluppo sostenibile indispensabili per il futuro del pianeta.
La kermesse non si limita a essere un momento di dibattito teorico, ma trasforma l'intera Val d'Agri in un vero e proprio "laboratorio diffuso" all'aria aperta. Il programma include un fitto calendario di attività esperienziali:
Escursioni guidate e cammini naturalistici alla scoperta del patrimonio paesaggistico lucano.
Laboratori didattici e incontri tematici incentrati sulla tutela della biodiversità.
Eventi culturali e tavoli di approfondimento scientifico sui quattro elementi.
Valorizzazione delle eccellenze enogastronomiche e delle tradizioni locali.
Una rete territoriale unita e senza campanilismi
Uno degli aspetti più significativi emersi durante i saluti istituzionali, in particolare nel discorso del presidente di UNPLI Basilicata, Vito Sabia, è la straordinaria capacità del progetto di fare rete. Gli EcoDays 2026 sono nati dallo sforzo congiunto di UNPLI (Unione Nazionale Pro Loco d'Italia) sia a livello nazionale che regionale, con il sostegno fondamentale della Regione Basilicata, delle province di Matera e Potenza, del Parco Nazionale dell'Appennino Lucano (che ha ospitato la giornata inaugurale), di APT, ALSIA, ARPAB, della Protezione Civile e del GAL Lucania Interiore.
Ben otto comuni della Val d'Agri hanno unito le forze, superando storici campanilismi per lavorare a un obiettivo comune. Un plauso speciale è stato rivolto ai volontari del Servizio Civile e alle donne e agli uomini delle Pro Loco locali, definiti "i custodi silenziosi e appassionati del patrimonio lucano".
Il modello del "Turismo Lento" e la scommessa sulle aree interne
Durante la tavola rotonda inaugurale si è discusso a lungo della necessità di proporre un modello turistico alternativo a quello "mordi e fuggi" o di massa. La Basilicata punta con decisione sul turismo lento: un viaggiare consapevole fatto di cammini, ascolto, relazioni umane autentiche e rispetto per i tempi dei luoghi e dei produttori.
In questa visione, la biodiversità assume una valenza che va oltre il dato biologico, abbracciando i grani antichi coltivati con tenacia dai produttori e le ricette storiche tramandate di generazione in generazione.
Verso una "Basilicata Capitale dell'Ambiente"
La cerimonia ha visto anche la partecipazione di importanti figure istituzionali, tra cui il Presidente Nazionale UNPLI Antonino La Spina e il Senatore Gianni Rosa. Quest'ultimo ha lanciato una sfida ambiziosa per il futuro della regione. Ricordando l'enorme spinta data in passato da Matera Capitale della Cultura, Rosa ha evidenziato come quel progetto sia rimasto in parte circoscritto alla città dei Sassi, senza riuscire a irradiare pienamente i suoi benefici sulle aree interne, sulle colline e sulle montagne lucane.
Da qui la proposta di un grande progetto unitario, capace di sfruttare in modo strategico gli ingenti fondi europei e di coesione disponibili per la programmazione regionale (pari a oltre 4 miliardi di euro complessivi tra i vari comparti): candidare idealmente e concretamente la Basilicata a "Capitale dell'Ambiente".
L'evento si è concluso con l'auspicio che questa tre giorni possa rappresentare non solo una celebrazione della bellezza naturale lucana, ma l'inizio di una programmazione concreta, solida e unita, capace di contrastare lo spopolamento delle aree interne attraverso un reale sviluppo sostenibile.

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