MATERA – Un'emozione che si rinnova nel cuore pulsante della Città dei Sassi. Nella suggestiva cornice della Fabbrica del Carro, alla presenza di una folla trepidante, è stato finalmente svelato il manufatto in cartapesta dell'attesissima Festa della Bruna 2026. Il servizio video di TG7 Basilicata documenta lo storico e solenne momento dell'apertura dei portoni, che restituisce alla comunità l'opera simbolo della sua identità culturale e religiosa.
L'evento, vissuto in un clima di profonda commozione, ha visto la partecipazione attiva delle massime autorità civili, religiose e dei tradizionali Cavalieri della Bruna in costume. Al momento del disvelamento, l'imponente struttura si è mostrata in tutto il suo splendore di colori, sculture e scene sacre finemente modellate dagli artigiani locali, i quali mantengono viva una maestria secolare. Ad accompagnare l'uscita del Carro, il solenne canto dei cori, la benedizione religiosa dell'Arcivescovo e le parole istituzionali del Sindaco di Matera.
I Momenti Clou dell'Evento:
- La Benedizione e l'Iconografia Sacra: Sua Eccellenza l'Arcivescovo ha impartito la solenne benedizione all'opera cartapestai, soffermandosi ad ammirare i dettagli delle statue e dei dipinti che raffigurano scene bibliche centrali per il tema religioso scelto per l'edizione 2026 della festa.
- La Tradizionale Firma: Come da rito e orgoglio artigiano, nel corso della serata è stata impressa a mano libera la firma ufficiale degli autori sul bordo inferiore del Carro, siglando ufficialmente la paternità di un'opera d'arte destinata, come vuole la tradizione del 2 luglio, a compiere il suo tragitto prima del celebre "strazzo".
- L'Abbraccio della Comunità lucana: Tra centinaia di smartphone alzati, cori intonati sul sagrato e lo spettacolo finale dei fuochi pirotecnici che hanno illuminato la notte materana, la città ha risposto con uno straordinario bagno di folla, confermando la Festa della Bruna come l'evento più identitario della Basilicata.
Servizio a cura della Redazione di TG7 Basilicata | Editing: Pino Di Lucchio

Commenti
Posta un commento