(1 Giugno 2026) Quattro braccianti agricoli, di origine pakistana e afghana, sono rimasti uccisi ieri ad Amendolara, sulla costa jonica calabrese, bruciati vivi all'interno di un camioncino fermo in un distributore di benzina. Un quinto bracciante, che si trovava a bordo con loro, è riuscito miracolosamente a scappare dall'abitacolo in fiamme, mettendosi in salvo pur riportando diverse ustioni.
Inizialmente scambiato per un incidente, il caso si è rivelato un omicidio grazie alle immagini della videosorveglianza. I filmati mostrano due persone avvicinarsi dall'esterno, lanciare del liquido infiammabile dentro il veicolo e bloccare le portiere da fuori per non lasciare scampo a chi era a bordo.
I due responsabili, di origine pakistana, sono già stati fermati e interrogati. Gli inquirenti ipotizzano un regolamento di conti legato al caporalato, sistema criminale che reclutava i braccianti per la raccolta di frutta e ortaggi nei campi tra la Calabria e il Metapontino, in Basilicata. Al momento è escluso il coinvolgimento della 'ndrangheta, che secondo gli investigatori non avrebbe mai agito alla luce del sole e sotto le telecamere.
(1 Giugno 2026)
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