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📸 Reportage Fotografico e articolo: Arcidiocesi di Acerenza. Modelli di Santità e Vita Religiosa nel Medioevo: Chiara D'Assisi e la Povertà

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Nel suggestivo chiostro del Convento dei Frati Minori Conventuali a Genzano di Lucania si è svolto un incontro di profondo spessore culturale e spirituale dal titolo "Modelli di Santità e Vita Religiosa nel Medioevo: Chiara D'Assisi e la povertà".

L'evento si inserisce all'interno di "Fantastico Medioevo", un progetto strategico promosso dalla Presidenza della Giunta della Regione Basilicata e coordinato dalla Fondazione Matera Basilicata 2019. Nato per valorizzare l'immenso patrimonio storico, artistico e architettonico medievale lucano, il progetto trasforma il territorio in un vero e proprio laboratorio culturale a cielo aperto, unendo istituzioni pubbliche e autorità ecclesiastiche, tra cui l'Arcidiocesi di Acerenza e la Diocesi di Melfi-Rapolla-Venosa.

Genzano di Lucania e la cornice di "Fantastico Medioevo"

La scelta di Genzano di Lucania per questo primo appuntamento non è stata casuale. Come spiegato da don Alberto Lardiello (responsabile dell'ufficio diocesano e moderatore della serata) e da don Pasquale, Genzano è storicamente il centro a più forte impronta francescana dell'intera diocesi, con una ricca storia legata sia ai frati sia alle Clarisse.

Il sindaco di Genzano, Viviana, ha espresso grande entusiasmo per l'iniziativa, sottolineando come il festival "Fantastico Medioevo" permetta di raccontare questa epoca storica sotto diverse luci: non solo attraverso la musica e le vicende imperiali, ma anche elevando lo spirito attraverso la riflessione religiosa. La sindaca ha inoltre ricordato il prossimo appuntamento domenicale previsto presso l'imponente Castello di Monteserico, un altro dei luoghi simbolo di questo itinerario storico. 

Il Castello di Monteserico, una delle prossime tappe del progetto Fantastico Medioevo. Fonte: Wikipedia

Note medievali al femminile: l'apertura musicale

L'incontro è stato arricchito dai suggestivi intermezzi musicali della giovane sassofonista genzanese Alexandra Guerriero, studentessa al Conservatorio di Potenza. Alexandra ha riadattato per sassofono le composizioni di due straordinarie figure femminili del Medioevo:

  • Kassia (810–865): Badessa, poetessa e compositrice bizantina a Costantinopoli, celebrata come la prima donna compositrice di cui si conservino gli spartiti nella storia occidentale.

  • Ildegarda di Bingen (1098–1179): Monaca benedettina, mistica, scrittrice e consigliera dell'imperatore Federico Barbarossa, proclamata Dottore della Chiesa da Papa Benedetto XVI.

La relazione scientifica: Chiara D'Assisi e il "Privilegio della Povertà"

Il cuore della serata è stato lo stimolante intervento della Prof.ssa Anna Carfora, docente di Storia della Chiesa presso la Pontificia Facoltà Teologica dell'Italia Meridionale (Sezione San Luigi) e membro del Coordinamento delle Teologhe Italiane.

San Francesco e Santa Chiara, uniti da una profonda consonanza di vita evangelica. Fonte: PaoloGaetano / Getty Images

La Prof.ssa Carfora ha scardinato il pregiudizio storiografico secondo cui il monachesimo femminile non avrebbe offerto figure di rilievo rispetto a quello maschile. Attraverso un'analisi rigorosa delle fonti storiche (tra cui le lettere di Chiara ad Agnese di Boemia, il processo di canonizzazione e le testimonianze esterne come la preziosa lettera del vescovo Giacomo da Vitry del 1216), la storica ha tracciato un ritratto potente e inedito di Chiara D'Assisi.

Ecco i punti chiave emersi dalla sua relazione:

  • La svolta degli Ordini Mendicanti: Tra la fine del XII e l'inizio del XIII secolo, la nascita di un'economia monetaria provoca forti tensioni sociali. In questo contesto emergono movimenti pauperistici che chiedono il ritorno alla povertà radicale di Cristo. Chiara e Francesco scelgono di incarnare questa povertà non come semplice ascesi, ma come condivisione della precarietà in cui viveva la gente comune del tempo.

  • Il taglio dei capelli (1212): Questo gesto non significava l'ingresso formale in un ordine monastico tradizionale, ma l'adesione allo stato di "penitente", una scelta di vita apostolica e di profonda conversione radicale.

  • La battaglia per la propria Regola: Chiara d'Assisi è stata la prima donna nella storia della Chiesa a scrivere di proprio pugno una regola per donne. Fino ad allora, le regole femminili erano scritte da uomini o riadattate da modelli maschili (come la regola benedettina).

  • La strenua difesa della povertà: Le autorità ecclesiastiche dell'epoca (tra cui il cardinale Ugolino, futuro Papa Gregorio IX) insistevano affinché il monastero di San Damiano accettasse possedimenti e rendite. Secondo la mentalità del tempo, le donne non potevano essere lasciate senza una sicurezza economica fissa, poiché la precarietà le avrebbe esposte a troppi rischi esterni. Per contenerle, si esigeva una clausura rigidissima. Chiara si oppose con determinazione incrollabile, pronunciando parole storiche a Gregorio IX:

    "A nessun patto e mai in eterno desidero essere dispensata dalla sequela di Cristo."

  • La vittoria finale: Solo due giorni prima di morire, il 9 agosto 1253, Chiara ottenne finalmente da Papa Innocenzo IV la bolla di approvazione della sua Regola, coronando il suo sogno di fedeltà assoluta al Vangelo.

Dibattito: Parresia, femminismo e falsi miti storici

Nel dibattito finale sono emersi spunti di straordinaria attualità. Rispondendo alle domande del pubblico e di don Alberto, la Prof.ssa Carfora ha toccato due temi centrali:

  1. Il ruolo delle donne nella Chiesa oggi: Richiamando la virtù della parresia (la franchezza e il coraggio di parlare nella verità dei primi cristiani), la teologa ha invitato le donne a prendere la parola senza timore di essere fraintese o accusate di fare "rivendicazioni personali". Ha sottolineato l'importanza di superare il retaggio che relega la donna a ruoli esclusivamente ausiliari (come fare i dolcetti o occuparsi solo della catechesi elementare), evidenziando che tarpare i talenti femminili o maschili significa privare la comunità di doni dello Spirito.

  2. La demistificazione del Medioevo: La docente ha chiarito un diffuso errore storico: la caccia alle streghe non è stato un fenomeno tipicamente medievale, bensì una piaga esplosa soprattutto in età moderna (durante il Rinascimento e nei secoli successivi), alimentata dalle forti spaccature confessionali seguite alla Riforma protestante e alla Controriforma. Il Medioevo, al contrario, si è rivelato un'epoca di straordinaria vivacità, parresia e libertà di espressione spirituale.

Conclusioni: Prosperare attraverso il passato

L'evento si è chiuso con le parole di Liberato Canadà, coordinatore del progetto "Fantastico Medioevo". Canadà ha ricordato che lo scopo profondo di queste iniziative non è la semplice rievocazione nostalgica o l'intrattenimento da spettacolo televisivo, ma uno stimolo per le comunità locali a riscoprire le proprie radici storiche e spirituali al fine di "prosperare" nel presente.

Riconsiderare la forza del Vangelo e il coraggio di figure come Chiara d'Assisi serve a interrogare la nostra capacità odierna di essere protagonisti attivi e responsabili del bene comune del nostro territorio.

Puoi guardare la registrazione completa dell'evento su YouTube per ascoltare la conferenza e i brani musicali:

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