VENOSA (PZ) – Un grave episodio di circonvenzione ed estorsione ai danni della fascia più fragile della popolazione è stato sventato nei giorni scorsi dai Carabinieri della Compagnia di Venosa. Un giovane ventunenne è stato arrestato in flagranza di reato con l'accusa di aver tentato una serie di truffe aggravate ed elaborate nei confronti di persone anziane.
Il modus operandi del truffatore seguiva uno schema collaudato e drammaticamente efficace: il giovane contattava telefonicamente le ignare vittime spacciandosi per un appartenente all'Arma dei Carabinieri. Con toni allarmistici, instillava il panico raccontando di un presunto coinvolgimento dell'autovettura di famiglia in rapine o gravi incidenti stradali, pretendendo l'immediata consegna di ingenti somme in contanti o preziosi gioielli in oro per "sistemare" la posizione legale dei propri familiari.
La catena di raggiri si è tuttavia spezzata l'8 luglio a Lavello. Provvidenziali si sono rivelate le immediate segnalazioni giunte al numero unico di emergenza 112, che hanno permesso ai militari di intervenire tempestivamente e intercettare il ventunenne proprio nei pressi dell'abitazione di una delle potenziali vittime designate.
A incastrare definitivamente il sospettato è stata l'analisi investigativa del suo smartphone: nella cronologia delle ricerche e degli itinerari di Google Maps sono stati trovati gli indirizzi esatti delle abitazioni da colpire, riscontri schiaccianti che non gli hanno lasciato scampo. Per il ventunenne si sono aperte le porte del carcere di Potenza.
L'Arma dei Carabinieri rinnova con fermezza l'appello a tutta la cittadinanza: nessun rappresentante delle forze dell'ordine o delle istituzioni chiederà mai denaro o oggetti preziosi a domicilio per risolvere vicende giudiziarie o burocratiche. In caso di chiamate sospette, è fondamentale interrompere la conversazione e contattare immediatamente il 112.
Fonte: Arma dei Carabinieri – Compagnia di Venosa (PZ)
Tutti i diritti riservati © Redazione News
Commenti
Posta un commento