BARILE ( 22 Agosto 2026) – Un paesaggio arcaico, scolpito nella tufo vulcanico, capace di evocare la spiritualità della Terra Santa senza filtri né artifici. Nel 1964, Pier Paolo Pasolini sceglieva Barile, suggestivo borgo di origine arberëshe adagiato alle falde del Vulture, come uno dei set principali per il suo capolavoro: "Il Vangelo secondo Matteo".
Tra le suggestive "Shekatte" — le storiche cantine scavate nel tufo dove da secoli matura l'Aglianico del Vulture — il regista friulano vide la scenografia naturale perfetta per ambientare alcune delle scene più intese e toccanti della sua opera cinematografica: dalla strage degli innocenti alla fuga in Egitto, fino alla visita dei Re Magi.
Oggi quel legame indissolubile tra cinema, territorio e memoria storica rivive nell'iniziativa "Barile Visionaria". Un viaggio immersivo tra le strade e gli anfratti che incantarono la cinepresa pasoliniana, restituendo al visitatore l'emozione intatta di un patrimonio culturale unicamente lucano. Nel video in alto, le immagini del convegno e i racconti di chi ancora custodisce la memoria di quell'estate del '64 che portò il grande cinema internazionale nel cuore della Basilicata.
Riprese e montaggio: Speciale Cultura & Territorio | Produzione Televisiva TG7 Basilicata

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