A voce nuda il libro di Marco Melis
E dunque, l'eterno fabbrica sé stesso sempre sui paradossi. Il divenire cerca l'eterno ma rischia di ripetersi senza fine. L'istante e il vissuto rappresentano il confine che divide e unisce il tempo. La vita stessa è un fatto senza una ragione logica iniziale. Sono verifiche interiori che ci vengono suggeriti dalla lettura di questi "programmi radiofonici " che Melis ci invia da un microfono ipotetico.
Si può aprire il libro su una pagina a caso e si dischiude un mondo di vita interiore, di aneddoti non comuni, di introspezione e di fattuale concretezza. C'è politica e psicologia, c'è il sogno e c’è il bisogno di reclamare una propria identità: un testo di 300 pagine su 5 capitoli: Aprire, Il buio, L'amore, Ritornare a sé, Vivere. In essi appare e scompare come meteora la rabbia e la metamorfosi. Snocciolate come si potrebbe fare con un rosario laico. Il richiamo culturale proviene dal programma RadioRai di alcuni anni fa del mitico Jack Folla, il Dj di Alcatraz. E’ un libro da comodino per notti insonni o per radiosi mattini di primavera.
Aver conosciuto Marco Melis è una folgorazione simmetrica, cui ha corrisposto "con tutta la sua forza d'urto sentita al primo incontro". Anche per questo sono necessari gli incontri letterari, i salotti e i confronti pubblici. In tal caso si deve molto al MaratealeInBook (promosso da Mts Edizioni) del festival di cinema sul Tirreno lucano (diretto da Nicola Timpone).
"L'alba ha il sapore delle cose che non hanno ancora fatto male. È il momento in cui la vita non ti ha ancora chiesto niente."
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