MILANO – Una giornata di fortissima tensione e mobilitazione nel cuore del capoluogo lombardo. Centinaia di trattori hanno paralizzato il traffico cittadino per dire un "NOC" netto e intransigente alla ratifica dell'accordo di libero scambio tra l'Unione Europea e i paesi del Mercosur. Gli agricoltori italiani, giunti da diverse regioni, sono scesi in piazza per denunciare quello che definiscono un vero e proprio "attacco mortale" all'agroalimentare di casa nostra.
Al centro della protesta c'è il timore che l'ingresso sul mercato europeo di prodotti agricoli sudamericani — a dazi azzerati o fortemente ridotti — scateni una concorrenza sleale spietata. Secondo le associazioni di categoria presenti al corteo, le merci in arrivo dal Brasile e dall'Argentina non rispetterebbero gli stessi severissimi standard ambientali, sanitari e di tutela del lavoro imposti ai produttori comunitari.
"Non possiamo competere con chi produce a costi stracciati usando pesticidi da noi vietati da decenni. L'Europa deve tutelare la sovranità alimentare e la salute dei consumatori, non fare cassa a spese dei campi italiani."
Le sfilate dei mezzi agricoli hanno attraversato i punti nevralgici della città fino a raggiungere i palazzi delle istituzioni, dove una delegazione ha chiesto di essere ricevuta per consegnare un documento programmatico. La mobilitazione milanese si inserisce in un'ondata di proteste che sta toccando diverse capitali europee, a testimonianza di una spaccatura sempre più profonda tra le direttive comunitarie e le esigenze concrete della terra.

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