SANT'ILARIO DI ATELLA – Si è svolta nella suggestiva cornice del borgo di Sant'Ilario di Atella la dodicesima edizione dell'evento artistico-culturale "Aspettando Siringa", fortemente voluto e ideato dal maestro Franco Zaccagnino insieme all'associazione Arundo. Nato nel 2015 in occasione dell'inaugurazione del Museo dell'Arte Arundiana, l'appuntamento ruota attorno alla figura mitologica di Siringa (la ninfa trasformata in canna per sfuggire al dio Pan e poi "rigenerata" dall'estro del maestro). Quest'anno il dibattito e le riflessioni artistiche si sono concentrati su un tema universale e profondo: "Sarà la bellezza a salvare il mondo?".
Ad aprire e condurre la serata sono state Daniela e la giornalista e poetessa pugliese Mara Prezioso, che hanno introduced il pubblico nel cuore della dimensione creativa del borgo, sottolineando come l'arte povera ma straordinaria della canna mediterranea (la Arundo Donax) riesca a trasformarsi in mani d'artista in un'opera di riscatto e salvifica bellezza.
I Saluti Istituzionali e Pastorali
Giuseppe Donato Telesca (Sindaco di Atella): Il primo cittadino ha portato i saluti istituzionali, evidenziando come l'appuntamento sia ormai una felice consuetudine per il borgo capace di attrarre visitatori e innamorati del territorio. Riflettendo sul tema della serata, Telesca ha sottolineato che la vera bellezza risiede nell'anima e nella cura della comunità, affermando con convinzione che Sant'Ilario, per la sua unicità, sia già un luogo "salvato" dalla bellezza.
Mons. Ciro Fanelli (Vescovo): Presente alla manifestazione nell'ambito dei momenti di vicinanza pastorale al territorio, il vescovo ha espresso grande gioia nel voler onorare con la sua presenza il borgo di Sant'Ilario, lodando il lavoro e l'impegno artistico del maestro Zaccagnino nel rendere vivo e vitale un luogo ricco di storia e di pietre parlanti.
La Prima Edizione del "Premio Siringa"
Un momento centrale della serata, introdotto da Ilario Buchicchio, è stato l'istituzione del Premio Siringa, un riconoscimento ideato dal maestro Franco Zaccagnino e realizzato in ferro, pietra rosa locale dei castelli di Sant'Ilario e simboli identitari, pensato per omaggiare il talento, la forza e il ruolo fondamentale della donna.
Il premio è stato assegnato alla Prof.ssa Annamaria Bocchetti, prima e unica sindaca donna del comune, stimata docente che ha formato generazioni di studenti e figura di spicco dell'impegno civile e sociale. Nel suo emozionato discorso di ringraziamento, la professoressa Bocchetti ha analizzato la produzione artistica di Zaccagnino, evidenziando come le sue sculture (da Lilit a Penelope, da Frida Kahlo a Marilyn Monroe fino a Siringa) non riproducano stereotipi mercificati o umilianti della figura femminile tipici dei social media, bensì diano voce a donne forti, autonome, anticonformiste e portatrici di un mondo interiore profondo e di riscatto contro ogni forma di violenza e sottomissione.
Sintesi degli Interventi dei Relatori
1. Dott. Giuseppe Melillo (Antropologo, scrittore e saggista)
Nel suo ampio e articolato intervento, l'antropologo lucano ha affrontato il concetto di bellezza attraverso un viaggio storico, antropologico e culturale:
- La relatività dei canoni: Ha mostrato come il concetto di bellezza non sia universale ma cambi radicalmente a seconda delle epoche e delle società (dalla protobellezza delle pitture rupestri alla classicità geometrica greca, dal corpo negato nel Medioevo alle proporzioni rinascimentali, fino alla rivalutazione del "brutto" nel decadentismo).
- La funzione sociale: La bellezza non può essere un atto privatistico ed egoistico; possiede sempre una funzione sociale e relazionale all'interno della comunità.
- La deriva contemporanea: Oggi l'umanità sperimenta, per la prima volta nella storia, un'omologazione e mercificazione della bellezza. La bellezza salverà il mondo solo se saprà farsi strumento di consapevolezza, accettazione di sé e condivisione, rifuggendo dalle logiche di divisione.
2. Dott.ssa Grazia Pastore (Giornalista e critico d'arte)
Specializzata in arte e teologia, la dottoressa Pastore ha analizzato il tema focalizzandosi sulla storia dell'arte e sulla rappresentazione del corpo:
- Il binomio bellezza e bruttezza: Citando esempi storici e mostre recenti (come quella sulle "bellezze e bruttezze" nel Rinascimento o le opere di Quentin Matsys), ha ricordato come il "grottesco" e l'antiestetico siano storicamente serviti nell'arte per veicolare significati profondi, simbolici o morali (come il memento mori).
- L'arte contemporanea e il corpo: Ha menzionato artisti che rompono gli schemi tradizionali dello sguardo maschile e mercificato del corpo femminile – come Jenny Saville o i progetti incentrati sulla vitiligine (Stefano Cutrì e Edna Jurkan) – per abbattere il body shaming e mostrare la realtà autentica dell'essere umano.
- Il ruolo di Zaccagnino: L'opera del maestro viene definita come un felice atto di sperimentazione estetica che, sulla scia delle avanguardie dadaiste, eleva una pianta umile (la canna) a statuto d'arte pura, incarnando perfettamente lo spirito del genius loci.
3. Don Salvatore Sciannamea (Teologo e parroco)
Partendo dalla sua formazione e dagli studi sull'autore russo Dostoevskij, il teologo ha offerto una lettura biblica e spirituale del concetto di bellezza:
- Luce e Armonia: Nella Genesi, la creazione è definita "buona" (dove il termine ebraico tov racchiude in sé l'armonia, la bontà, l'utilità e la bellezza). La separazione tra etica, estetica e utilità rappresenta il grande inganno della società moderna.
- La bellezza del Crocifisso: Citando i testi sacri e la teologia orientale, ha ricordato come la vera bellezza si manifesti spesso oltre le apparenze esteriori, persino nella sofferenza e nel volto apparentemente sfigurato del Figlio dell'uomo, che restituisce dignità e splendore all'umanità ferita.
- La luce interiore: L'uomo è di per sé un'opera d'arte e custodisce una luce profonda ("materiale stellare e biofotoni"). L'invito finale è a riscoprire la spiritualità e l'autentico valore dell'essere umano al di là delle luci ingannevoli della modernità.
La serata si è conclusa tra letture evocative (tra cui l'interpretazione di Ivan Mecca e Roberta Carriero che hanno dato voce al borgo e alla memoria) e l'attesa per la rivelazione della nuova opera d'arte ideata dal maestro Franco Zaccagnino.
Evento promosso dal Museo Arte Arundiana e dall'Associazione Arundo — Sant'Ilario di Atella.

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