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📰 “Domus”, le radici lucane di Diego Monticelli Caputo in mostra al Carrousel du Louvre


Cultura & Arte

“Domus”, le radici lucane di Diego Monticelli Caputo in mostra al Carrousel du Louvre

Dal 23 al 25 ottobre, nell’ambito di Art Shopping Paris 2026, il giovane artista lucano espone a Parigi un’opera della serie “Domus”, dedicata al legame tra casa, memoria e radici.

Da Rionero in Vulture al Carrousel du Louvre, la Basilicata arriva a Parigi attraverso lo sguardo di Diego Monticelli Caputo. Da oggi, 23 ottobre, fino al 25 ottobre, il giovane artista lucano espone nell’ambito di Art Shopping Paris 2026 un’opera della serie fotografica Domus, un progetto che trasforma elementi della vita quotidiana in simboli di memoria, identità e appartenenza.

A soli vent’anni, regista e artista, Diego Monticelli Caputo è attualmente studente dell’Accademia di Belle Arti di Foggia. Ha maturato le prime esperienze artistiche al Liceo Artistico “M. Festa Campanile” di Melfi, ottenendo riconoscimenti nel campo fotografico e audiovisivo, tra cui un premio per la padronanza del linguaggio fotografico al concorso “Riscatto” del 2024, con l’opera La più grande conquista.Il suo percorso si è sviluppato attraverso esperienze che spaziano dalla fotografia al cinema, dalla realizzazione di cortometraggi e documentari alla comunicazione visiva. Nel 2024 ha partecipato al Venusia Special Festival con il cortometraggio Amore in rel-azione e ha contribuito alla realizzazione del documentario Il principio e la fine, dedicato alla riqualificazione dei cippi Buozzi e Matteotti in via Gabriele D’Annunzio. Nel 2025 ha preso parte alla realizzazione del cortometraggio Se fosse tuo figlio, presentato al Parlamento Europeo di Bruxelles e premiato come Miglior Cortometraggio Italiano al SBIFest Film Festival in Portogallo. Nello stesso anno ha contribuito alla realizzazione del cortometraggio A parer vostro, ha partecipato a SCHERMI Sguardi Critici tra cinema, TV e digitale, inoltre ha contribuito alla creazione dell’identità visiva della venticinquesima edizione del Mediashow di Melfi. Nel 2026 ha proseguito la propria formazione partecipando al laboratorio online Ecosystem of Immersive Production promosso dalla Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia – Scuola Nazionale di Cinema e all’International Cinema Screenwriting Lab, con professionisti del settore come James V. Hart, Christopher Vogler, Claire Dobbin, Stefano Reali, Selene Favuzzi e Umberto Mentana. Ha inoltre preso parte al progetto cinematografico Diary of a Bandit, diretto da Henry Worsley, (set PA, area regia) e come comparsa.

“Domus”: la casa oltre le mura

Domus nasce dal bisogno di dare forma a un’idea di casa che supera i confini dello spazio fisico. Per l’autore, casa è la terra in cui è cresciuto, Rionero in Vulture: luogo d’origine, memoria e ritorno. Attraverso elementi semplici della vita quotidiana, il progetto costruisce una geografia interiore fatta di appartenenza, protezione e desiderio. Ogni presenza diventa un frammento di vita, una traccia di memoria o di sogno, capace di raccontare affetti, identità e tradizioni. La casa non è soltanto un luogo da abitare, ma una presenza che accompagna anche quando ci si allontana, custodendo ciò che siamo e da dove veniamo.

“ἀμυγδάλη”: il guscio come involucro della memoria

L’opera esposta a Parigi appartiene al macrogruppo ἀμυγδάλη (amygdálē) e raffigura il guscio di una mandorla privato del suo contenuto. Una forma naturale essenziale che diventa metafora della casa: un involucro capace di proteggere e conservare, anche quando ciò che custodiva non è più visibile. L’assenza della mandorla non cancella la sua presenza, ma la richiama attraverso la forma del guscio, proprio come una casa continua a vivere nei ricordi, nei sapori, nei gesti familiari e nelle tradizioni. La mandorla rimanda a una quotidianità fatta di semplicità e verità, alle mani che preparano, ai sapori dell’infanzia e alle consuetudini che attraversano le generazioni. Il guscio diventa così simbolo di una casa interiore, un luogo in cui la memoria protegge le radici e permette loro di resistere al tempo.

Con questa immagine, Diego Monticelli Caputo invita a guardare oltre ciò che appare, riconoscendo nelle forme più semplici della quotidianità la capacità di custodire significati profondi. La casa diventa un confine che non separa, ma protegge; uno spazio simbolico in cui identità e appartenenza continuano a esistere anche lontano dal luogo d’origine.

La partecipazione ad Art Shopping Paris 2026 rappresenta una nuova tappa per il giovane artista lucano, che porta a Parigi una ricerca nata dalla propria terra e capace di aprirsi a una riflessione universale: la casa non è soltanto il luogo da cui si parte, ma ciò che continua ad abitare dentro di noi.

L’opera sarà esposta dal 23 al 25 ottobre 2026 al Carrousel du Louvre, 99 Rue de Rivoli, Parigi.


TG7 Basilicata – Redazione

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