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CONFESERCENTI: INDICE ISTAT PREZZI A POTENZA, FRENA IL CARRELLO DELLA SPESA

“I dati Istat ci confermano, ancora una volta, la sostanziale stasi dei prezzi, a dimostrazione di come la domanda delle famiglie, nonostante le aspettative, sia ancora debole. E di come il rischio deflazione è sempre presente”. E’ il commento di Prospero Cassino, presidente Confesercenti e Rete Imprese Italia Potenza,
al rapporto Istat sull’indice dei prezzi che nel capoluogo di regione segna, a gennaio, meno 0,2%.
“Come avevamo previsto – continua - frena il carrello della spesa e il mercato interno è ancora in difficoltà. Anche a gennaio ci troviamo di fronte ad un quadro di calma piatta, fatto di segnali contrastanti che si annullano fra loro. Il tasso di inflazione diminuisce di due decimali sul mese, ma aumenta dello 0,3% sull’anno. Continua, insomma, il trend degli ultimi mesi, fatto di variazioni altalenanti legate prevalentemente all’andamento dei beni energetici e, in misura minore, alla stagionalità di alcuni prodotti, come quelli alimentari”. “Complessivamente – spiega Cassino – l’andamento dei prezzi rispecchia la condizione di persistente debolezza del mercato interno, dovuta ad una ripresa dei consumi delle famiglie molto più fiacca di quanto si sperasse. Nel frattempo le imprese che a questo mercato fanno riferimento continuano a chiudere. Solo nel 2015, in Italia, sono spariti 29mila tra negozi, hotel e pubblici esercizi. E chi rimane aperto continua ad essere incerto sulle prospettive di ripresa della domanda. Un quadro di stagnazione particolarmente evidente. Le incertezze sul futuro – afferma Cassino - pesano ancora molto, soprattutto sul clima di fiducia degli imprenditori: il quadro generale, infatti, è quello di un sistema ancora frenato. Gli accenni di ripresa più forti sono stati quelli sul fronte dei guadagni in termini di occupazione dipendente: a dimostrazione che le riforme, se vanno nel verso giusto, producono effetti positivi importanti. Per il resto, però, si naviga ancora a vista, in balia delle tempeste dei mercati, mentre non si intravede un impulso alla crescita da parte della politica di bilancio, che per ora ha sfruttato tutti i margini a disposizione. Servono interventi che restituiscano fiducia alle imprese, a partire dalla cancellazione definitiva delle clausole di salvaguardia IVA e dal sostegno all’occupazione indipendente. Ma abbiamo bisogno anche di ridare slancio al mercato interno: la nostra economia, infatti, registra una crescita della domanda interna troppo bassa, soprattutto se si considera la presenza di impulsi esterni significativi come quelli derivanti dalla caduta del prezzo del petrolio. Occorre dunque mettere in campo misure coraggiose a sostegno del reddito delle famiglie in generale, liberando altre risorse con una intelligente e coraggiosa riduzione della spesa pubblica improduttiva. Uno stimolo importante alla crescita del Pil può provenire, infatti, solo dai consumi, visto che gli investimenti hanno ancora bisogno di tempo per manifestarsi”.

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