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Padre Achille Fosco e Madre Francesca Semporini fondatori delle “Sorelle Misericordiose”


ANIME ELETTE
Un monumento sorgerà sul colle S. Francesco a Rionero in Vulture
di Michele Traficante

“Sono frequenti, nel cammino della Chiesa, gli incontri di anime, dai quali scaturiscono propositi Santi e decisioni di magnifiche opere di bene. Francesco e Chiara d’Assisi, Vincenzo de’ Paoli e Luisa Marillac, Francesco di Sales e Giovanna di Chantal, Giovanni Bosco e Domenica Mazzarello, sono alcuni, tra i più noti, di una lunga serie. A questi, di cui si è occupata e si occupa la storia ecclesiastica, si affianca una vera miriade di personaggi minori, se si vuole, ma per questo meno provvidenziale ai fini della salvezza e del bene delle anime e del decoro della Chiesa” ( P. Antonio Di Monda, dei Frati Minori Conventuali).
A questa schiera di anime elette possiamo annoverare senza dubbio, anche Padre Achille Fosco, dei F.M.C. e Madre Francesca Semporini.

Padre Achille Fosco (1897- 1971) nel 1947 fu profondamente colpito dall’accorato appello del papa Pio XII, lanciato il 6 gennaio 1946 con l’eciclica Quemadmodum cum a favore dell’infanzia abbandonatauemadmoQ (Fra le sciagure senza numero prodotte dall’orribile conflagrazione, nessuna al Nostro cuore paterno reca una ferita più dolorosa di quella che si abbatte su una moltitudine d’innocenti fanciulli, che a milioni, come c’è riferito in molte nazioni cadono vittime del freddo, dell’inedia e delle malattie che spesso, abbandonati da tutti, non solo mancano di pane, di vesti, di tutto, ma anche di quell’affetto, di cui la tenera età sente così vivo bisogno).  



L’nimo sensibile  di don  Achille  è profondamente colpito anche  da queste parole: Salvate il fanciullo, accogliete gli orfani, aiutateli a crescere, ad educarli, perché diventino  dei buoni cristiani e dei degni cittadini.
Ispirato da tale impellente necessità, su invito  del vescovo diocesano mons. Domenico Petroni, don Achille Fosco ( allora sacerdote secolare, avendo lasciato l’Ordine dei Frati Minori Conventuali nel 1929) approda a Rionero in Vulture  e qui getta il seme  di una grande  opera assistenziale per i più bisognosi, gli orfani  e i fanciulli privi di assistenza. Le parole riportate nel Vangelo:” Tutte le volte che avete fatto qualcosa a uno di questi minimi, l’avete fatto a me ( Mtt. XXV, 40) e “Siate Misericordiosi com’è misericordioso il Padre vostro “( Luca, cVI, 36) sono di sprone e, infine , sostenuto dal  monito dell’Apostolo San Paolo: “ Charitas Cristi urget nos”  don Achille Fosco dà avvio alla sua vasta attività  assistenziale.  Il 4 settembre 1948 viene posta la prima pietra del nascente Orfanotrofio sul colle S. Francesco. Due anni dopo, il 23 ottobre 1950, in primi locali accolgono orfani poveri provenienti dalle varie località della Basilicata e dall’Italia che erano già ospitati nelle modeste case in Via Garibaldi e in Via Vittorio Emanuele III di Rionero in Vulture. Poi è un crescendo di realizzazioni rese possibili grazie alla grande generosità di migliaia e migliaia  di benefattori che,, travolti dall’entusiasmo e dallo spirito di carità di don Achille, fanno affluire generose offerte in denaro e in natura alla nascente Opera di beneficenza. Il tutto minuziosamente informato col bollettino “ Il Misericodioso”, diretto e quasi per intero scritto da don Achille Fosco.
Rionero in Vulture, con delibera n. 336 del 28 settembre 2001, ha intitolato a Padre Achille Fosco una Piazza nella zona S. Francesco.
Ma è l’incontro fra don Achille e madre Francesca Semporini, due anime  d’eccezione votate a Dio  e al bene del prossimo, a segnare il successo dell’Opera di carità, sotto la protezione della mamma celeste: “La Madonna della Misericordia” .
Francesca Saveria Semporini (1915-1972), insegnante di scuola elementare, invitata da don  Achille, con altre quattro aspiranti religiose, scende dalla lontana Lombardia per essere a disposizione della povera gente di Lucania.
Nasce così, l’11 maggio 1947, per opera di don Achille Fosco, la Congregazione religiosa delle “Sorelle Misericordiose “, della quale Madre Francesca Semporini, sempre amorevolmente guidata e sorretta dal Padre Fondatore, ne è l’anima e l’artefice principale. Donna intelligente, colta, affabile e dal cuore generoso, Madre Francesca,  instancabile e animata da una grandissima fede nella Madonna, “Madre di Misericordia”, dona tutta se stessa all’incremento della Istituzione religiosa.
Nel dicembre del 1953 don Achille Fosco rientra nell’Ordine  francescano dei Frati Minori  e il giorno 24, vigilia del santo Natale, riprende l’abito conventuale  e la vita dei frati.
Aumentano, infatti, le attività caritative e per l’assistenza dei poveri, soprattutto dell’infanzia e dei giovani. Si aprono nuove Case in altre diocesi italiane ed anche all’estero ( Filippine, Tanzania). Le tracce dell’opera feconda di apostolato di Madre Francesca Semporini sono profonde ed incancellabili a Rionero in Vulture, e non solo, tanto da meritare di essere chiamata il “Cuore” di Rionero.
A Rionero sorge la Casa generalizia con l’annessa   chiesa-santuario della “Madonna della Misericordia” e qui  riposano, per loro espressa volontà, le spoglie dei due fondatori, apostoli della carità. ”  Quasi insieme sono volati al cielo beati – ha scritto Nicolino Iocco, nipote di padre Achille Fosco  -, insieme riposano nella cripta della chiesa – santuario della Madonna della Misericordia. ove sono stati traslati il 31 maggio 1995 e lì, vigilando, proteggendo e pregando per il loro Istituto, attendere  il giorno della Resurrezione”.
In seguito alla richiesta fatta con lettera del 14 marzo 1997 da  Suor Mercedes Righetti, superiore dell’Istituto Mater Misericordiae si è sostituta  la denominazione della Piazza Capitano Plastino, su cui si affaccia il maestoso edificio dell’Istituto, con il nome di “Madre Francesca Semporini” di venerata memoria.
Purtroppo oggi, della grandiosa opera benefica di Padre Achille Fosco e dei frati francescani sul colle San Francesco rimane solo nel  ricordo di chi ha i capelli bianchi e lo stesso imponente edificio, costato sacrifici e lacrime, è ormai diventato di proprietà privata.
Per fortuna  continuano la loro  encomiabile  opera di apostolato e di assistenza ai più bisognosi, in Italia e fuori d’Italia, le “Sorelle Misericordiose” a cui va la riconoscenza e il sostegno incondizionato, morale e materiale, di quanti auspicano solidarietà umana e profonda fede cristiana.
  Già da qualche anno è stato avviata la costruzione di un monumento commemorativo per l’Ordine delle “Sorelle Misericordiose”. Si tratta di un progetto del monumento alla “Madonna della Misericordia”, redatto dell’arch. Alfonso Brenna,  da realizzarsi sul colle S. Francesco in Rionero in Vulture, di fronte all’ex Istituto Orfanotrofio  “San Francesco”, in memoria dei fondatori delle “Sorelle Misericordiose”  Don Achille Fosco e Madre Francesca Semporini.
Purtroppo i lavori da tempo sono fermi e non si sa quando verranno ripresi e ultimati.


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