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VENDITE A DOMICILIO: CONFCOMMERCIO TRACCIA IDENTIKIT ADDETTI

Donna, under35 anni, prodotti d vendita “beni durevoli casa” (piccoli elettrodomestici, casalinghi, ecc.) seguiti da prodotti di cosmesi e cura del corpo: è l’identikit dell’addetta/o alla vendita diretta a domicilio tracciato da Univendita-Confcommercio Imprese per l’Italia.
Un comparto in Italia composto da 265 imprese, che danno lavoro a 520mila incaricati (il 77% donne) e realizzano un fatturato di 3,6 miliardi di euro, in crescita del 2,6% rispetto al 2015. Imprese dinamiche, in salute e che – sottolinea Confcommercio - guardano al futuro dell'economia con una fiducia più alta rispetto alla media delle imprese del terziario. Il presidente di Univendita Ciro Sinatra spiega: è un universo che si può ricondurre ad imprese presenti al Sud per il 19% del totale che operano tramite il porta a porta o la vendita per riunioni (party plan). Due metodi differenti che hanno in comune il contatto diretto con il cliente, vero fattore di successo per le imprese del settore, perché la professionalità dei venditori consente di costruire relazioni durature con i clienti e il feedback continuo che ne deriva consente alle aziende di interpretare al meglio le esigenze del mercato". Dall'indagine di Univendita emerge che due imprese della vendita diretta su tre risiedono nel Nord Italia e sei su dieci sono società di capitali. L'80% dei loro ricavi deriva dalla vendita di beni durevoli per la casa, food & beverage e cosmesi/cura del corpo, ma ci sono anche aziende che vendono beni di consumo per la casa, mobili, tessili e anche viaggi e vacanze. Nel 2016 queste imprese sono cresciute sia per fatturato (+2,6%) sia sotto il profilo occupazionale (+2%). Ed è Univendita a rappresentare i principali player del mercato: le imprese associate rappresentano il 46% del volume totale del giro d'affari della vendita diretta in Italia e il 30% del personale incaricato alla vendita. "Il commercio fisso al dettaglio - commenta Fausto De Mare presidente Confcommercio Potenza - in uno scenario di immobilismo della domanda interna ha risentito inevitabilmente del rallentamento dei consumi. La vendita diretta a domicilio, invece, è cresciuta in virtù della professionalità dei venditori, della relazione diretta e duratura con i clienti, e della proposta di prodotti di qualità elevata". Allo stesso tempo, tre imprese della vendita diretta su quattro ritengono migliorato, o quantomeno invariato, l'andamento economico della propria impresa nel corso del 2016: un dato che certifica il dinamismo e il buono stato di salute del settore, a dispetto di una situazione generale di sostanziale stagnazione economica e di un clima di fiducia altalenante, che riguarda sia le imprese del terziario, sia il sentiment dei consumatori. Per Confcommercio Potenza c'è un altro significato dai dati positivi: la vendita diretta rappresenta per molte donne un modello positivo di soddisfazione nel lavoro, flessibilità organizzativa, autogestita e soggettiva, conciliazione con le esigenze della vita personale, incremento di produttività e risultati. «La vendita diretta è un lavoro configurabile “su misura” delle disponibilità del singolo –sottolinea De Mare –; può quindi rappresentare un’occasione pressoché unica di gestire tempi e spazi secondo le proprie esigenze. È stato così che una parte significativa delle lavoratrici ha compreso che da questa attività si potevano ricavare un reddito più o meno ampio a seconda dell’impegno personale e del tempo dedicato, ma anche significative gratificazioni sui versanti della realizzazione personale e della vita familiare. Reddito, realizzazione e adeguata conciliazione con la vita familiare rappresentano i tre lati di un triangolo che indica l’attitudine delle aziende e delle lavoratrici a trovare le migliori soluzioni organizzative. Se per molte donne la scelta della vendita diretta ha rappresentato il bisogno di una seconda attività rispetto alla gestione della famiglia, ma anche rispetto ad altri lavori già intrapresi, per quelle –tante– per le quali è scoccata la scintilla positiva, questo lavoro – continua Confcommercio Potenza - è diventato nella gerarchia dei valori, il primo lavoro intorno a cui si concentrano le loro passioni, e non solo i loro interessi”.

Arturo Giglio - reteimpresepz@gmail.com

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