📺 Social Cafè con Giulio Tarro - Medico, ricercatore

 

Giulio Filippo Tarro (Messina, 9 luglio 1938) è un medico e virologo italiano. Allievo di Sabin, questi poi prese le distanze da lui, sul piano personale e professionale, quando si accorse che i risultati ottenuti da Tarro non erano scientificamente riproducibili, ritirando la sua firma dagli studi che stavano realizzando insieme. Il suo nome compare sulla stampa alla fine degli anni '70 per aver studiato il "male oscuro" che colpì Napoli in quegli anni, e torna alla ribalta mediatica nel 2020, in occasione della diffusione in Italia della pandemia di COVID-19, per le sue esternazioni contrarie agli indirizzi consolidati della comunità scientifica e per le incongruenze emerse nel suo curriculum vitae. Nel suo curriculum pubblicato sul proprio sito internet, si legge che ha conseguito il diploma di maturità classica al Liceo Maurolico di Messina, la laurea in Medicina e Chirurgia cum laude nel 1962 e la specializzazione cum laude in Malattie Nervose e Mentali nel 1968, entrambe presso l'Università degli Studi di Napoli. Dopo avere conseguito la laurea in medicina, vince il "premio Sabin" messo in palio dalla casa farmaceutica Sclavo, che gli permette di andare negli Stati Uniti nel 1965 per studiare al fianco di Albert Sabin, noto per aver ideato il vaccino antipoliomielite circa dieci anni prima, nel 1972 torna negli Stati Uniti per proseguire altre ricerche con Sabin che però decise di ritirare il suo nome dai lavori pubblicati con Tarro accusandolo di aver costruito forzatamente dei dati. Nel 2009 si è iscritto all'albo dei giornalisti come giornalista pubblicista. A fine luglio 2020 viene nominato presidente onorario del partito Alleanza di Centro, ed espone le sue opinioni a sostegno di Stefano Caldoro durante la campagna elettorale delle elezioni regionali in Campania del 2020. L'insegnamento e la ricerca Nel suo curriculum si legge che Tarro è diventato assistente di patologia medica all'Università di Napoli dal 1964 al 1966; relativamente al periodo trascorso negli Stati Uniti d'America grazie al premio della casa farmaceutica, scrive inoltre di essere stato, dal 1965, assistente della divisione di virologia e ricerca per il cancro del Children's Research Foundation di Cincinnati (l'istituto guidato da Sabin) insegnando per un anno ricerche pediatriche dal 1968 al 1969. Ottiene poi la libera docenza italiana in Virologia nel 1970 o nel 1971(a seconda dei curriculum), sostenendo di essere diventato professore di virologia oncologica (la prima cattedra di virologia oncologica in Italia) presso la I Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università di Napoli dal 1975 al 1985, oppure dal 1971 al 1985, ma da ricerche giornalistiche non compare nei registri online dell'Università di Napoli, mentre risultano brevi corsi tenuti negli anni settanta. Sempre nel suo curriculum, Tarro scrive di essere stato ricercatore presso l'allora Centro Nazionale delle Ricerche dal 1966 al 1975, e quindi ricercatore senior del Public Health Service al Cancer Center del National Cancer Institute di Frederick nel 1973, diventandovi direttore di progetto dal 1971 al 1975. Negli anni Ottanta, interessato dal siero di Bonifacio, un composto a base di feci e urina di capra diventato celebre nel 1969 (nato dall'errata convinzione che le capre non si ammalassero di cancro), su cui era stata effettuata una sperimentazione clinica autorizzata dal Ministro della Sanità Ripamonti con risultati deludenti, Tarro volle condurre nuovi studi al riguardo, sul quale si riconfermò però l'inefficacia. Attività clinica È stato primario di virologia presso l'Ospedale Cotugno dal 1973 al 2006, nonché direttore di Dipartimento dei Servizi Diagnostici dell'ospedale dal 2003 al 2006, quando è stato proclamato Primario Emerito del nosocomio. Ha condotto progetti diagnostici e terapeutici durante l'epidemia di colera in Italia del 1973, nonché su epatiti ed AIDS, e più recentemente anche relativi alla SARS, all'influenza aviaria e all'influenza suina. All'inizio degli anni 1980 Tarro fu coinvolto in un'inchiesta della magistratura di Napoli, per truffa ed estorsione ai danni della soubrette Stefania Rotolo, ammalata di cancro all'utero. Secondo l'accusa avrebbe tentato di vendere 10 fiale di un farmaco a base di interferone per 40 milioni di lire, che in realtà si era rivelato essere solo acqua distillata. Tarro viene assolto con formula piena per non aver commesso il fatto, mentre il suo assistente Antonio Battista viene condannato a sei anni di reclusione. Incarichi È stato presidente della Lega internazionale dei medici contro la vivisezione dal 1992 al 2012. Dal 1995 al 1998 è stato membro del Comitato nazionale di bioetica. È presidente a vita della Fondazione Teresa e Luigi De Beaumont Bonelli, per le ricerche sul cancro, e dal 2008 è presidente della Norman Academy, un'associazione no-profit della Florida che persegue lo scambio interculturale ed interreligioso tra i popoli.

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