📰 “Ogni borgo è un poeta”. Giuliano Belloni all’Unitre di Muro Lucano per costruire un “nuovo umanesimo”
La serata di sabato 6 novembre è umida e piovosa a Muro Lucano. La sede dell’Unitre, splendida nei suoi affreschi, accoglie il pubblico venuto per ascoltare Giuliano Belloni, giornalista del Corriere della Sera, scrittore e poeta che presenta il suo ultimo libro “ Ogni borgo è un poeta”, Campanotto editore. Con lui arrivano Milena Nigro e Cosimo Ponte, i padroni di casa e Vito Ferrara che con Mario Coviello animerà la serata. Sullo schermo incominciano a scorrere immagini del libro con le illustrazioni intense di volti segnati, mani che lavorano, antiche sapienze, di Ornella Fiorini. Incomincia la vicepresidente dell’Unitre Milena Nigro: “ Giuliano Belloni ha scritto prima di “ Ogni borgo è un poeta“, “ L’olio nell’insalata , “ Pane e pomodoro” e “ Come faccio a diventare un albero”. tutti legati alla civiltà contadina da cui proviene e di cui si sente orgoglioso. Dopo la pandemia è tempo di avviare un processo culturale che metta al centro i borghi come proposta di cittadinanza nuova e consapevole.” Vito Ferrara, amico di Giuliano, legge questi versi che introducono il libro, dedicato ai nipoti Leonardo e Federico :“ Ognuno ha un borgo dentro/che non riesce a vivere da solo/ha bisogno di qualcuno/ che con l’incanto dello sguardo/ lo legga e glielo racconti”. E alla domanda di Coviello “ Chi è Giulio Belloni ? “ il poeta con dolce calma meditata racconta la sua infanzia di figlio di un bracciante contadino con un nonno che ama raccontare storie al nipote accanto al fuoco, la sera. Un nonno che pianta alberi e li cura nella crescita, che coglie i fichi e usa le canne al posto dei guanti per impedire al latte dei frutti di colare sulle ferite delle mani.“ La civiltà contadina ha plasmato da subito la mia vita..”. E cresce in lui la necessità di cominciare a dare parola ai sentimenti,emozioni, colori, odori e sapori della sua terra che lo spinge alla lettura dei poeti classici e moderni. E con la scusa di avere una dedica sui libri che ha comprato scrive e telefona a Mario Luzi, Carlo Erba e comincia il suo apprendistato di scrittura. “ Ogni borgo è un poeta” è una favola moderna. Tutto comincia a Milano nel parco del Trenno, con i miei due nipoti.” Il parco diventa nel dialogo tra nonno e nipoti proiezione di fantasie, archetipo di mutamento e scoperta. E la storia nel libro è raccontata dalla parte dei bambini, i grandi dimenticati della pandemia. Il futuro e la crescita per Belloni passa e comincia dal passato.Dai borghi delle valli, delle Alpi, delle riviere e dell’Appenino come Muro Lucano.“ Nella passeggiata di oggi pomeriggio mi ha affascinato il “ Pianello”-confessa Belloni-, ancora una volta, come avviene sempre nei mie viaggi nei borghi, Muro e i suoi abitanti mi hanno dato molto con la vita che continua a pulsare lungo i suoi vicoli. “ E nel confronto che continua c’è spazio per Greta Tumberg e il G20, la difesa della natura e la possibilità di rivitalizzare i borghi che si stanno spopolando. “ Sono convinto che i borghi non sono solo il passato, sono il presente e il futuro se saremo capaci di tornare all’essenziale per costruire una nuova umanità ”.E i presenti che chiedono la dedica alle copie del libro che portano a casa, escono dalla sala con la consapevolezza che ciascuno deve fare la sua parte per difendere la bellezza dei nostri paesi e delle sue tradizioni.
Mario Coviello.
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