Se c’è un’artista che ha saputo fare dell’Ariston la propria casa, quella è Rosalba Pippa. Tornata in gara (o come super ospite, a seconda dei rumors che hanno preceduto il festival), Arisa ha letteralmente fermato il tempo.
L’Impatto Visivo: Eleganza e Consapevolezza
Dimenticate gli occhiali giganti degli esordi o le provocazioni punk degli ultimi anni. Arisa si è presentata con un look che gridava "Diva Contemporanea". Un'estetica essenziale, studiata per non distrarre dal vero protagonista della serata: il suo timbro vocale, unico nel panorama italiano.
La Performance: Oltre la Tecnica
Il brano presentato è un delicato equilibrio tra melodia classica e sonorità d’avanguardia. Ma è stata l’esecuzione a fare la differenza:
Controllo dei fiati: Una gestione magistrale delle dinamiche, passando da sussurri confidenziali a acuti potenti e limpidi.
Interpretazione: Arisa non ha solo cantato; ha raccontato una storia, con una fragilità apparente che nascondeva una forza d'animo dirompente.
Presenza scenica: Meno movimento, più intenzione. Ogni sguardo alla camera era un ponte diretto con il pubblico a casa.
Perché resterà tra i momenti "Top" del Festival
Mentre molti artisti puntano sull'energia del beat o su coreografie complesse, Arisa ha scelto la strada della sottrazione. In un Festival spesso caotico, la sua esibizione è stata un'oasi di purezza sonora.
"Arisa ci ricorda che, alla fine di tutto, Sanremo è la città della musica. E la musica, quella vera, non ha bisogno di artifici quando hai una voce che vibra nelle ossa di chi ascolta."
Il verdetto della Sala Stampa
Le prime pagelle non lasciano dubbi: Arisa si conferma la "fuoriclasse" di cui il Festival non può fare a meno. Che sia per puntare alla vittoria o per regalare un momento di alta televisione, la sua partecipazione ha già alzato l'asticella della competizione.
Pino Di Lucchio

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