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📰 Storia: Nemoli piccolo gioiello tra le montagne della Basilicata

Nemoli è un piccolo gioiello incastonato tra le montagne della Basilicata, un borgo che sembra uscito da un acquerello. 

La sua storia non è fatta di grandi conquisti o imperi, ma di resilienza, artigianato e un profondo legame con la terra.

Ecco un breve viaggio nel tempo per scoprire le sue radici:

1. Le Origini e il Bosco di Nemo

Il nome stesso, Nemoli, deriva dal latino Nemus, che significa "bosco". In origine, la zona era una fitta distesa di vegetazione frequentata già in epoca romana. Tuttavia, il nucleo abitato come lo conosciamo oggi iniziò a prendere forma nel Medioevo, quando le popolazioni della costa cercavano rifugio nell'entroterra per sfuggire alle incursioni saracene.

2. L'epoca dei Monaci e dei Signori

Intorno al XV secolo, l'area era sotto l'influenza della Certosa di Padula e del feudo di Lauria. Fu un periodo di crescita silenziosa: i monaci portarono tecniche agricole e organizzarono la vita sociale intorno alla fede. Nel 1600, Nemoli divenne un casale della vicina Rivello, ma la sua identità era già troppo forte per restare all'ombra di altri.

3. L'Indipendenza e l'Arte del Rame

Il momento di svolta arrivò nel 1833, quando Nemoli ottenne l'autonomia amministrativa. Ma la vera anima del borgo risiedeva nelle sue officine. Nemoli divenne famosa in tutto il Regno delle Due Sicilie per la lavorazione del rame. I maestri ramai nemolesi erano artisti capaci di trasformare il metallo in caldaie, brocche e utensili finemente sbalzati, che venivano venduti in tutte le fiere del Sud Italia.

4. Il Lago Sirino e il Presente

Oggi, Nemoli è custode di tradizioni secolari, come il celebre Carnevale Nemolese con la sua "Sagra della Polenta", un rito che unisce l'intero paese. A pochi chilometri dal centro, il Lago Sirino riflette le vette circostanti, offrendo un'oasi di pace che attira viaggiatori in cerca di autenticità.


Curiosità: Si dice che l'aria di Nemoli sia tra le più pure della regione, grazie alla protezione naturale del massiccio del Sirino che la circonda come un abbraccio di roccia.


Pino Di Lucchio 

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