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📺 TG7 Basilicata News. Tragedia tampona tir muore 88enne. Assalto al blindato. Ciao Antonio. UNILABOR


TG7 BASILICATA 
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Una giornata di sangue e dolore quella vissuta oggi lungo l'autostrada A2 del Mediterraneo. In un drammatico incidente stradale avvenuto nei pressi dello svincolo di Padula-Buonabitacolo, in direzione nord, ha perso la vita Francesco Nacci, un uomo di 88 anni originario di Lagonegro. Il tragico evento sarebbe avvenuto in due fasi distinte. Inizialmente, un primo scontro tra due vetture aveva causato il ferimento di tre persone, tra cui un bambino, per il quale si è reso necessario il trasporto d’urgenza in elisoccorso. Poco dopo, a causa dei rallentamenti e della fila che si era formata a seguito del primo incidente, si è verificato un secondo e fatale impatto. L’auto condotta dall’88enne ha tamponato violentemente un mezzo pesante che lo precedeva. L’urto non ha lasciato scampo all’anziano conducente, deceduto sul colpo a causa delle gravi ferite riportate. 

 Un inferno di fuoco e lamiere ha squarciato il silenzio della Statale 613 all'altezza di Tuturano: un commando di 8 uomini, armati fino ai denti e pronti a tutto, ha trasformato l'arteria che collega Lecce e Brindisi in un teatro di guerriglia. A bordo di tre SUV dotati di lampeggianti blu per simulare un posto di blocco, i banditi hanno sbarrato la strada a un blindato, incendiando auto e aprendo il fuoco con un volume di piombo spaventoso. Tra le mani dei rapinatori brillavano i profili inconfondibili di Kalashnikov modificati. Nonostante l'uso di esplosivi per sventrare il furgone, il colpo è sfumato grazie ai sistemi di sicurezza automatizzati che hanno blindato il tesoro in una morsa di schiuma spandente, costringendo il gruppo a una ritirata disperata. Durante la fuga, i criminali non hanno esitato a mirare ad altezza uomo contro una pattuglia dei Carabinieri, colpendo l'auto dei militari che solo per un miracolo sono rimasti illesi. La successiva caccia all'uomo, supportata dagli elicotteri che hanno setacciato l'intera zona, ha già portato i primi frutti: due membri del commando sono stati catturati e ammanettati, mentre gli altri sei complici sono attualmente in fuga nelle campagne brindisine, dopo aver rapinato alcuni automobilisti per rimediare nuovi mezzi. 

 La comunità di Cirigliano si sveglia oggi avvolta dal silenzio e dal dolore per la scomparsa del Presidente della Pro Loco locale. Una perdita che lascia un vuoto profondo non solo nel piccolo borgo lucano, ma in tutto il tessuto associazionistico della regione. Uomo instancabile e profondamente legato alle proprie radici, il Presidente ha dedicato anni di impegno alla valorizzazione del territorio, promuovendo con passione le tradizioni, la cultura e l'accoglienza che rendono unico il comune di Cirigliano. Sotto la sua guida, la Pro Loco è stata un punto di riferimento per eventi e iniziative che hanno saputo raccontare la bellezza della Basilicata a visitatori e cittadini. La redazione di TG7 Basilicata si stringe con sincero affetto al dolore della famiglia, dei soci della Pro Loco e dell'intera cittadinanza di Cirigliano, esprimendo le più sentite condoglianze per la perdita di una figura così significativa per l'intera comunità. 

 L'Unilabor di Rionero in Vulture ha promosso una giornata di studio per analizzare le radici e le prospettive del conflitto israelo-palestinese. L'incontro ha tracciato un percorso che va dalle origini bibliche comune ai due popoli fino alle responsabilità della politica coloniale britannica con la Dichiarazione Balfour del 1917. Il focus si è poi spostato sul secondo dopoguerra: dalla nascita dello Stato di Israele nel 1948 e la contemporanea Nakbapalestinese, fino alla tragica escalation attuale. Il professor Donato Verrastro ha evidenziato il "corto circuito" della memoria odierna, invitando a distinguere tra il legittimo diritto all'esistenza di uno Stato e la critica alle sue operazioni militari. Le conclusioni sono state affidate a un forte appello etico: superare le logiche da "tifoseria" per recuperare il senso di umanità. Citando il giornalista Vittorio Arrigoni, l'incontro si è chiuso con un monito universale: "Restiamo umani", unica via per rompere la spirale di violenza che nega il diritto all'autodeterminazione.

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