Rapolla. 12 Aprile 2026.
RAPOLLA – In un clima di profonda spiritualità e partecipazione, la comunità di Rapolla si è ritrovata domenica scorsa per la "Marcia per la Pace", un evento che ha trasformato le strade del borgo in un percorso di riflessione, preghiera e speranza. Un Gesto Concreto di Speranza La manifestazione, documentata dal canale ufficiale del Comune, è nata come risposta all’invito rivolto a sacerdoti, religiosi e fedeli di unirsi in preghiera per implorare dal Cristo risorto il dono della riconciliazione. Come sottolineato durante l'apertura del cammino [00:19], partecipare a questi momenti significa compiere un "gesto concreto di speranza" di fronte alle atrocità dei conflitti mondiali. Il Percorso verso San Biagio Il corteo, partito dopo la recita del Padre Nostro [01:08], si è snodato lentamente attraverso le vie cittadine per dirigersi verso la chiesa del Santo Patrono, San Biagio. Durante il tragitto, la comunità si è raccolta nella recita del Rosario e in canti devozionali, invocando ripetutamente Maria come "Regina della Pace" [04:14]. "Non è cristiano chi lancia bombe" Particolarmente toccanti sono stati i momenti di riflessione durante la marcia. È stato lanciato un messaggio forte e inequivocabile: "Non è cristiano chi lancia bombe" [02:48], richiamando l'attenzione sulla responsabilità individuale nella costruzione di un mondo senza violenza. La riflessione si è poi spostata sull'urgenza della pace, definita non come una questione di religione o di appartenenza (coinvolgendo "atei o persone di chiesa" [05:32]), ma come una necessità umana che parte dal cuore di ognuno e dalle proprie case [06:00]. Nel segno della "Pacem in Terris" La marcia è stata anche l'occasione per ricordare l'eredità spirituale di Papa Giovanni XXIII. È stato citato il valore storico e profetico dell'enciclica "Pacem in Terris" [07:31], pubblicata l'11 aprile 1963 in piena Guerra Fredda. Il documento, oggi più attuale che mai, propone un ordine internazionale fondato su quattro pilastri: verità, giustizia, amore e libertà. Conclusione L'evento si è concluso con l'invito a vivere la pace non come una semplice filosofia di vita, ma come un'esperienza che nasce dall'amore e che trova il suo primo "grembo" naturale all'interno della famiglia [09:09]. Rapolla ha così riaffermato il suo impegno civile e religioso, dimostrando che anche una piccola comunità può far sentire la propria voce contro il "frastuono della guerra" attraverso il potere del silenzio e della preghiera [06:23].📺 TG7 Basilicata News Incidente Potenza-Melfi in Galleria, Auto si schianta contro cinghiale. Calcio
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