📺 Matera “Save the date: giornata dell’affido” Angela Braia, Mons. Ambarus Benoni, Antonio Romanello
Matera 5 maggio 2026. Matera, “Save the date: giornata dell’affido”:
una rete per far fiorire la vita dei bambini Si è tenuto nella sala conferenze del Comune di Matera il convegno “Save the date: giornata dell’affido”, un importante momento di confronto e riflessione organizzato dall'ANFA (Associazione Nazionale Famiglie Adottive e Affidatarie) - gruppo Basilicata, con il patrocinio dell'amministrazione comunale [00:00]. L'incontro è stato promosso per celebrare l'anniversario della Legge 184 del 4 maggio 1983 sull'affido e l'adozione, una normativa alla cui stesura l'ANFA ha storicamente partecipato attiva [00:34]. Il convegno ha riunito istituzioni, operatori dei servizi sociali, esperti e famiglie con l'obiettivo fondamentale di consolidare una rete e un dialogo sinergico a tutela del "bene supremo del bambino" [00:51]. L’impegno delle Istituzioni: un patto d'amore e responsabilità civile Ad aprire i lavori è stata la dottoressa Angela Braia, assessore alle Politiche Sociali del Comune di Matera, che ha portato i saluti del sindaco Antonio Nicoletti [02:48]. Con profonda commozione, l'assessore ha sottolineato come l'affido rappresenti una delle massime espressioni di solidarietà e civiltà per una comunità: "L’affido non è soltanto un istituto giuridico, ma un patto di fiducia tra famiglie, servizi sociali e comunità intera. Un patto che richiede coraggio, disponibilità e, soprattutto, amore" [05:17]. Braia ha rimarcato la vicinanza dell'amministrazione e il lavoro quotidiano dei servizi sociali del territorio nel supportare sia i nuclei affidatari sia le famiglie d'origine, con l'auspicio di garantire – laddove possibile – il reinserimento sicuro del minore nel nucleo biologico [05:36]. Attraverso una lettera ufficiale, è giunto anche il contributo della garante regionale dell'infanzia e dell'adolescenza, la dottoressa Rossana Mignoli, che ha definito l'affido un gesto concreto di responsabilità condivisa, ricordando come ogni esperienza racconti una storia fatta di pazienza e di adulti pronti a mettersi in gioco per offrire stabilità a chi vive in contesti vulnerabili [11:40]. La voce della Chiesa: l'affido come "investimento a fondo perduto" Particolarmente toccante è stato il saluto di Sua Eccellenza Monsignor Ambarus Benoni, vescovo dell'Arcidiocesi di Matera-Irsina. Condividendo un aneddoto biografico legato a un nipote accolto in affido dalla sua famiglia per sette anni [08:26], il vescovo ha incoraggiato la platea a non temere di "farsi sconvolgere la vita" da questa esperienza [10:31]. "È un investimento a fondo perduto che però fa fiorire una vita. Quando fai fiorire una vita con una culla affettiva e relazionale qual è un nucleo familiare, si fa la propria parte per il bene comune" [09:10]. Monsignor Benoni ha elogiato la gratuità straordinaria di questo amore, descrivendolo come qualcosa che va persino oltre il legame genitoriale classico, poiché fondato sull'accogliere sapendo che il minore non appartiene a chi lo cura, ma a se stesso e al proprio futuro [10:04]. Il punto di vista psicologico: il tempo dei bambini ha un valore etico La dottoressa Caterina Cerbino, presidente dell’Ordine degli Psicologi della Basilicata, ha inviato un messaggio letto durante l'incontro incentrato sul nucleo tematico del convegno: "I bambini mentre aspettano crescono" [13:55]. Secondo Cerbino, il tempo dei bambini non è mai neutro, bensì rappresenta la misura etica della qualità delle decisioni degli adulti [14:03]. La stabilità e la tempestività delle risposte istituzionali possono fare la differenza tra una ferita indelebile e una nuova possibilità evolutiva [14:13]. In quest'ottica, ha sottolineato l'importanza strategica del potenziamento del Centro Servizi Affido Familiare (previsto dal Piano Sociale Nazionale 2024-2026) affinché nessuna famiglia o operatore si ritrovi mai a lavorare in isolamento [15:17]. Focus Scientifico: Riparare il futuro nei primi 1000 giorni di vita Il cuore della sessione formativa è stato affidato al professor Antonio Romanello, psicologo, psicoterapeuta e presidente del Centro Studi Meteron di Matera [18:22]. Nella sua relazione dal titolo "Riparare il futuro: l'importanza dei primi 1000 giorni di vita del bambino", il docente ha spiegato i meccanismi neuroscientifici e psicologici che regolano lo sviluppo infantile [18:38]. 1. La memoria implicita e l'esperimento dello "Still Face" Romanello ha evidenziato che i primi mille giorni corrispondono a una fase prevalentemente preverbale, in cui ogni interazione viene immagazzinata sotto forma di "memoria implicita" scritta nel corpo, condizionando i futuri comportamenti emotivi e relazionali dell'adulto [25:16]. Per mostrare l'impatto immediato della presenza emotiva della madre, il professore ha proiettato il celebre esperimento dello "Still Face" (Faccia di ghiaccio) del prof. Tronick [25:59]. Nel video si osserva la drammaticità e il dolore profondo di un neonato nel momento in cui la madre smette improvvisamente di rispondergli con la mimica facciale, isolandolo emotivamente [35:04]. 2. L'importanza della "Riparazione" Nelle relazioni umane l'errore o il disallineamento comunicativo è frequente. Tuttavia, la differenza la fa la capacità di attuare una "mutua regolazione" e una successiva riparazione dei segnali [33:06]. Una madre "sufficientemente buona" – e di riflesso una buona famiglia affidataria – riesce a sintonizzarsi sui bisogni del piccolo, restituendogli uno sguardo in cui può riconoscersi e sviluppare fiducia verso il prossimo [32:21, 34:42]. Al contrario, la totale mancanza di sintonizzazione sfocia nella "disconferma", un grave danno identitario che mina le basi della salute mentale [36:57]. 3. Spezzare la catena della sofferenza intergenerazionale L'affido familiare, specialmente nei primi anni di vita, assume un valore terapeutico immenso: è una risorsa capace di riparare ciò che è mancato [46:29]. Questo intervento non aiuta solo il singolo minore, ma "interrompe la trasmissione intergenerazionale della sofferenza" [47:10]. Molti genitori fragili o violenti tendono infatti a replicare inconsciamente i rifiuti e i traumi subiti nella propria infanzia [47:52]. Inserire un bambino in un contesto affidatario sano significa installare fattori di resilienza che proteggeranno anche le generazioni future. Conclusioni: la pace si costruisce dai primi giorni Il convegno si è concluso con un forte appello alla responsabilità collettiva. Costruire la pace sociale e l'equilibrio degli individui non è un processo che può attendere l'età adulta o interventi tardivi; richiede invece la massima sensibilità politica nel potenziare i servizi di welfare e una profonda competenza degli operatori sul campo [48:35]. Come sintetizzato nell'ultima diapositiva del professor Romanello, preservare la vita e la serenità dei bambini fin dai loro primi passi nel mondo è il primo e più autentico dovere a cui la specie umana è chiamata ad adempiere con tenacia e fatti concreti [49:57].
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