RIONERO IN VULTURE – IIS "G. Fortunato" Rionero in Vulture, 8 Maggio 2026. In occasione della ventunesima edizione del Certamen "Giustino Fortunato", prestigioso appuntamento culturale che ogni anno anima la città di Rionero in Vulture, la figura di Michela Costantino ha offerto un contributo di profonda riflessione sul legame tra radici storiche, impegno istituzionale e cittadinanza attiva.
L'evento, che celebra l'eredità intellettuale del meridionalista Giustino Fortunato, si è confermato ancora una volta come un laboratorio di idee per le giovani generazioni, mettendo al centro il dialogo tra il passato e le sfide del presente.
Un richiamo alla responsabilità collettiva
Nel suo intervento [00:01], Michela Costantino ha esordito sottolineando l'importanza di manifestazioni come il Certamen, definendole non solo come momenti celebrativi, ma come vere e proprie bussole per orientarsi nella complessità della società contemporanea. Il richiamo alla figura di Fortunato non è stato solo un omaggio accademico, ma un invito a riscoprire quel "rigore morale" e quella "passione civile" che hanno caratterizzato l'opera del grande studioso lucano.
I giovani come custodi del futuro
Un punto centrale del discorso [01:15] ha riguardato il ruolo centrale degli studenti. Costantino ha evidenziato come la partecipazione delle scuole sia il motore del Certamen: attraverso lo studio critico e la ricerca, i ragazzi non si limitano a imparare la storia, ma diventano "protagonisti consapevoli" del proprio territorio. L'obiettivo, secondo la relatrice, è quello di trasformare la conoscenza in azione, affinché il pensiero fortunatiano diventi uno strumento per combattere le disuguaglianze e promuovere lo sviluppo sociale del Mezzogiorno.
Territorio e Istituzioni: un legame indissolubile
Costantino ha inoltre posto l'accento sulla necessità di una sinergia tra istituzioni e mondo della formazione [02:30]. In un'epoca segnata da rapide trasformazioni tecnologiche e sociali, la scuola deve rimanere il presidio fondamentale della legalità e della democrazia. Il Certamen diventa quindi il luogo d'incontro dove le istituzioni ascoltano le istanze dei giovani, creando un ponte tra la "teoria del pensiero" e la "pratica della cittadinanza".
Conclusione: L'eredità di Fortunato oggi
L'intervento si è concluso [03:45] con un messaggio di speranza e un monito: la cultura non è un ornamento, ma la base necessaria su cui costruire ogni progetto di rinascita economica e morale. Michela Costantino ha esortato i presenti a fare tesoro delle giornate del Certamen per riscoprire il senso di appartenenza a una comunità che, pur orgogliosa delle proprie radici, guarda con coraggio e visione critica verso l'Europa e il mondo.

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