POTENZA – IIS "G. Fortunato" Rionero in Vulture, 8 Maggio 2026. In un mondo sempre più globalizzato e dominato dalla velocità dell'informazione digitale, il valore della "provincia" e la capacità di narrare correttamente il Sud Italia sono tornati al centro del dibattito culturale. Durante la seconda giornata del XXI Certamen "Giustino Fortunato", la giornalista Simona Branchetti ha offerto una riflessione profonda e appassionata davanti a una platea di studenti, docenti e istituzioni, sottolineando come le radici locali possano trasformarsi in un trampolino di lancio per l'eccellenza.
Dalla Romagna al Sud: Il Valore della "Provincia"
Accolta dalla dirigente scolastica Antonella Ruggeri e dalla coordinatrice scientifica Michela Costantino, Simona Branchetti ha esordito definendosi figlia di una "provincia del Nord" [04:32]. Ricordando i suoi inizi nella provincia romagnola, ha lanciato un messaggio di speranza ai giovani lucani: "Bisogna sognare l'impossibile per realizzare il possibile" [05:17].
Secondo la giornalista, la provincia non deve essere vista come un limite, ma come un'occasione unica:
- Resilienza e Coraggio: La periferia insegna a non arrendersi quando le sfide sembrano insormontabili [05:38].
- Creatività: Laddove mancano le strutture delle grandi metropoli, nasce lo stimolo per inventare nuove strade e soluzioni fuori dall'ordinario [06:42].
- Identità nella Globalizzazione: In un'epoca in cui tutti "parlano e vestono nello stesso modo", mantenere viva la propria identità territoriale è un vantaggio competitivo [07:08].
Una Nuova Narrazione per il Mezzogiorno
Uno dei temi centrali è stato il superamento degli stereotipi che ancora oggi condizionano la percezione del Sud. Branchetti ha lodato gli "atelier" e i laboratori tecnologici della scuola (come la radio interna e l'uso dell'intelligenza artificiale), definendo l'istituto un'eccellenza nazionale [06:08].
Ha però messo in guardia sui rischi di una narrazione distorta, citando un esperimento condotto dagli studenti con l'Intelligenza Artificiale [08:06]: interrogata su una "donna in carriera della Basilicata", l'IA aveva prodotto un'immagine goffa e stereotipata, contrapposta a quella impeccabile di una donna milanese. Questo esempio è servito per ricordare che siamo noi a dover "istruire" la tecnologia con i dati corretti, affinché non diventi uno strumento di pregiudizio [09:09].
Giornalismo, Etica e Social Media
Rispondendo alle domande degli studenti, Simona Branchetti ha affrontato le sfide della sua professione:
- L'impatto dei Social Media: Ha ammesso che i social stanno "un po' rovinando" il mestiere del giornalista [34:51], poiché favoriscono la velocità a discapito della verifica delle fonti e dell'approfondimento.
- Imparzialità e Umanità: Ha sottolineato come, pur mantenendo il distacco professionale necessario (specialmente nella conduzione del telegiornale), sia fondamentale conservare un briciolo di empatia per raccontare le storie umane con sensibilità [22:33].
- Tecnologia ed Etica: Citando autori come Huxley e critici della tecnologia come Peter Thiel, ha ribadito la necessità di un baluardo etico e morale per evitare che lo sviluppo tecnologico porti all'estinzione della coscienza umana [33:11].
Un Appello al Futuro: Restare e Investire
In conclusione, il messaggio rivolto ai ragazzi è stato un invito alla responsabilità della scelta. Branchetti ha incoraggiato gli studenti a sfruttare strumenti come lo smart working e la digitalizzazione per ripopolare i piccoli borghi [10:12], valorizzando settori strategici come l'agritech, le energie alternative e il turismo destagionalizzato [11:11].
- "Le idee più grandi nascono nei posti piccoli" [12:25]: con questa massima, la giornalista ha chiuso il suo intervento, invitando i giovani a essere i primi ambasciatori della bellezza e del riscatto del proprio territorio.
Reportage e copertura speciale dal XXI Certamen Nazionale di Giustino Fortunato.

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