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PONTE 25 APRILE: “FUGA” DALLA VAL D’AGRI

Poche camere d’albergo occupate, qualche comitiva pugliese al ristorante o in agriturismo, presenze limitate nei centri del Parco Appennino Lucano: la preannunciata “fuga” dalla Val d'Agri per il
ponte del 25 aprile si è materializzata con l’ulteriore danno per titolari di strutture ricettive, di ristoranti,  agriturismi, negozi, attività di servizi che risentono, già dalla scorsa settimana,  del precedente “esodo” di funzionari, dipendenti dell’Eni e di ditte appaltatrici. Agli operatori turistici della valle, che speravano di recuperare specie rispetto alle festività pasquali decisamente sotto tono, non resta che rilanciare l’allarme. Il colpo più grave viene da quello che è definito il “turismo di prossimità”: sono i visitatori provenienti dalle regioni limitrofe i più “fidelizzati”, con un buon 25-30% di pugliesi e 10-15% di campani che realizzano una permanenza media di 3,19 giorni ed un indice di utilizzo delle strutture ricettive pari a 17,4 presenze/giornate letto disponibili, che sono comunque dati tra i più bassi rispetto agli altri comprensori turistici lucani.
Eppure la Val d’Agri – sottolinea Michele Tropiano (Federalberghi) e albergatore a Viggiano, che non sottovaluta anche il fattore tempo che ha scoraggiato a muoversi da casa  - è uno scrigno di risorse in grado di soddisfare tutti i target: dal turismo storico-archeologico con gli scavi di Grumento, al turismo naturalistico grazie al Parco nazionale dell’Appennino lucano-Val d’Agri-Lagonegrese, fino a quello enogastronomico con i fagioli igp di Sarconi, il canestrato di Moliterno, i vini doc, i prodotti lattiero-caseari. E ancora il turismo religioso con gli itinerari sacri e i festeggiamenti della Madonna di Viggiano; non si dimentichi che l’area suggerisce una innata vocazione turistica che ha registrato negli anni passati  la sottoscrizione di un protocollo di intesa con l’Opera romana pellegrinaggi che ha inserito i percorsi religiosi della Basilicata nei pacchetti turistici rivolti ai pellegrini di tutto il mondo. 
Per gli operatori turistici della valle che hanno sempre guardato alle attività petrolifere come opportunità di lavoro e per dare lavoro c’è una grande contraddizione di questa fase: è stata proprio la Fondazione Mattei a studiare le potenzialità turistiche della valle e a definire, tra l’altro, il progetto per la realizzazione di un Parco dell’energia nella Valle dell’Agri. Stimolare la conoscenza del tema energetico e allo stesso tempo promuovere le peculiarità del territorio – aggiunge Tropiano - è un obiettivo che intendiamo perseguire attraverso ipotesi di turismo culturale e didattico che possano intercettare anche visitatori, ricercatori e appassionati di sviluppo e tecnologie.
L’idea di base è più che condivisibile: quella di stimolare la conoscenza del tema energetico e, allo stesso tempo promuovere un territorio ricco, nella sua globalità, di risorse naturalistiche, paesaggistiche, storiche ed enogastronomiche.  Ma nonostante tutto ci tocca fare i conti – continua – con la perdita di appeal tra i nostri utenti più affezionati, quanto meno “spaventati” dalle notizie diffuse da settimane. Non è facile riconquistarli ma dobbiamo provarci magari prendendoli per la gola perché i pugliesi e i campani che arrivano da noi dopo un pasto non vorrebbero più andar via. Lo dobbiamo anche e soprattutto per il nostro personale: nella valle alcune centinaia di addetti. E su questo chiederemo aiuto ai nostri amici della Federazione Italiana Cuochi per pensare ad eventi specifici di richiamo.


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