"GIÙ LE MANI DAI BAMBINI, GIÙ LE MANI DALLE FAMIGLIE", IL "POPOLO DELLA FAMIGLIA BASILICATA" SI SCHIERA CON I LUCANI

È stato davvero un piacere trovare una notizia tra le tante arrivate nella mia redazione che si occupa questa volta delle famiglie lucane, spesso abbandonate dalle istituzioni e con problematiche che dovrebbe, invece, occuparsene ogni buon politico, ma si sa, di questi tempi si pensa forse ad altro, parole le mie che sicuramente non vogliono diffondere ulteriori polemiche in merito. La notizia di oggi è quella inviata dal "Popolo della Famiglia Basilicata" che si schiera accanto alle famiglie lucane, per dare loro voce e sostenerle.
"I bambini sono il nostro futuro, le famiglie sono il nostro presente, giù le mani dai bambini, giù le mani dalle famiglie. Anche in Basilicata e a Potenza sta giungendo l’onda lunga del politically correct". Così apre la nota stampa inviata da Valeria Giorgio Fasulo, che aggiunge - sui media locali spesso trovano ampio spazio notizie che continuano a proporre modelli e stili di vita che niente hanno a che vedere con la salute dei bambini e con il benessere delle famiglie. Ultimo caso è quello dello spettacolo ‘Fa'afafine’, proposto in Basilicata dal "Consorzio Teatri Uniti di Basilicata", diretto da Dino Quaratino, che secondo alcuni "opinionisti" sarebbe stato ingiustamente censurato perchè il "terzo sesso" farebbe paura". 


Cominciamo con il chiarire che il terzo sesso non esiste, chi dice il contrario dice una bugia - continua la nota - e ribadiamo che uno spettacolo nel quale si sostiene che un bambino può essere un giorno di un sesso e il giorno dopo dell'altro, che può essere visto da alunni anche di 8 anni, non solo non è in alcuna maniera educativo, ma ingenera confusione e non paura". Questa corsa alla "sessualizzazione" precoce dei nostri figli, generata non si comprende bene per rispondere a quale esigenza, condotta di pari passo con una "demolizione" di tutti i riferimenti antropologici, sociali, spirituali, culturali sta generando una realtà nella quale comincia a parlarsi di reato anche nel caso in cui un genitore decida di dire al proprio figlio come e da chi nasce un bambino. Si sta arrivando al paradosso e in molti casi già si vive il paradosso, secondo il quale in virtù di una presunta discriminazione subita, si impone il proprio modo di pensare agli altri. Non solo. Si obbliga l'altro a non esprimere la propria opinione, con buona pace della Costituzione, e, non potendolo fare per legge, la Scalfarotto ancora non è stata approvata, si organizza un circo mediatico che, attraverso i termini più in voga, "omofobo", "ultracattolico", "nazista", fa della gogna pubblica un'arma addirittura più potente della norma. Bene, Il "Popolo della Famiglia" in tutta Italia e in Basilicata nasce per dare voce a chi viene messo a tacere da un sistema, quello sì nazista, che non vuole che esistano altre opinioni che non siano le sue. Per noi la famiglia è elemento centrale, non va confusa con qualsiasi altro tipo di unione, va in ogni modo supportata nella sempre più complessa sfida educativa. Non abbiamo bisogno di ideologie travestite da studi, abbiamo bisogno di Istituzioni che ci tutelino, abbiamo necessità di una politica che metta al primo posto la vita e non come farsi "fabbricare" e "comprare" i figli, per il momento solo all’estero, abbiamo bisogno di un'informazione libera e non di "nastrini" a Sanremo, di baci tra persone lesbiche in prima serata, di trasmissioni che propinano tutto come se fosse normale. La mamma del ragazzo di Lavagna l'ha gridato al funerale di suo figlio: "vi fanno credere che sia normale farsi una canna". Ecco - prosegue ancora Valeria Giorgia Fasulo - raccogliamo quel grido e lo facciamo nostro. Mi rivolgo alle famiglie lucane e ai nostri figli: vi vogliono far credere che tutto sia normale, ma non è così. La famiglia è l’ultimo baluardo contro questa deriva, ritroviamo il coraggio per unirci e far sentire la nostra voce. Io e mio marito Marco Fasulo, con il "Popolo della Famiglia Basilicata", siamo a servizio dei lucani e di quanti vorranno lavorare con noi, per fare della Basilicata e della nostra città un posto migliore nel quale i nostri figli decideranno di vivere e non una terra dalla quale ci chiederanno di andar via". Per tutte le maggiori informazioni: pdfbasilicata@libero.it di Rocco Becce robexdj@gmail.com

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