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📰 I bambini della scuola dell’infanzia di Bella dicono no alla guerra in Ucraina con #UNICEF Potenza.

Il 24 febbraio è una giornata particolare per tutto il mondo: la Russia ha invaso l’Ucraina. Le immagini delle bombe sulle case, della gente in fuga sono in me quando arrivo alle 9,15 nella scuola dell’infanzia di Bella per incontrare i piccoli di due sezioni.

Mi chiedo cosa dire, come parlare di guerra, bombe, terrore con bambini così piccoli. Dico a me stesso che parlarne è necessario e la pigotta, la bambola di pezza dell’UNICEF, e il pinguino Yuyu e l’orsetto Paco che mi accompagnano mi suggeriscono come fare. Nelle due sezioni i piccoli sono in cerchio. Sono italiani, nigeriani, marocchini e le maestre Anna Maria Russo, Giuseppina Sausto, Monica Maggio, Maria Luisa Di Giuseppe Filomena Perillo e Maria Felicia Grippa li hanno preparati e sguardi attenti e occhi sorridenti mi accolgono.

La bandiera dell’Unicef, le vitamine, le pillole per rendere l’acqua potabile, il cibo salvavita, la zanzariera, la siringa e le medicine che ho portato con me e che faccio prendere ai piccoli, mi aiutano a spiegare le campagne UNICEF per garantire istruzione, salute, cibo ai bambini poveri di tutto il mondo. Anche perché ho con me le scatole della pigotta che chiedo loro di aprire e i cinque grandi fogli con le avventure della pigotta che aiuta Alì, Akim, Flor, Rose rendono ancora più chiare le mie spiegazioni. In un’aula è anche possibile seguire con la Lim due cartoni animati delle avventure della pigotta. Ma sono soprattutto i racconti delle avventure del pinguino e dell’orso che affascinano i piccoli. Ascoltano attenti e subito dopo fanno a gara per ripetere quanto hanno compreso perché scappare da un mare sporco per il petrolio versato in mare come fa il pinguino, fuggire da un feroce cacciatore che ha ucciso i genitori come fa l’orso soddisfa la sete di storie che tutti noi abbiamo. Anche perché Yuyu e Paco fanno il solletico ai piccoli, li invitano a prendersi per mano, a sorridere, a guardarsi negli occhi. E i piccoli si riappropriano del loro corpo e lo usano per esprimere sentimenti ed emozioni. Dicono che vengono a scuola per imparare, per stare con gli amici, che le maestre sono brave.Ed è allora più facile parlare dei piccoli come loro che in questo momento in Ucraina e in tante parti del mondo non possono andare a scuola. Impauriti abbracciano le loro mamme e i loro papà e si chiedono il perché di tutta questa violenza. E appena vado nell’altra sezione i più piccoli si mettono al lavoro per colorare le storie della pigotta che hanno visto. Lo fanno con impegno anche perché ho detto che sarai tornato da loro per ammirare i loro capolavori. Affido alle insegnanti i gadget UNICEF per la campagna contro la malnutrizione infantile, per acquistare coperte per i bambini che in Afganistan muoiono di freddo, per la campagna Covax per le vaccinazioni contro il covid. Le rappresentanti delle sezioni faranno la loro parte perché sono le prime a credere che fare il bene fa bene. Bella 

Mario Coviello

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