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📰 Editoriale. Associazione Maria SS. della Bruna: Difendiamo la nostra storia, costruiamo il nostro futuro.

In riferimento all’articolo del Quotidiano del Sud Basilicata uscito in data 17/01/25, in cui si discuteva sulle sorti della fabbrica del carro. 
La nostra città ha un cuore pulsante, un’anima viva che si esprime attraverso le sue tradizioni, la sua storia e la sua capacità di guardare al futuro senza mai dimenticare le radici. 
La festa della Bruna non è solo un evento, non è solo una celebrazione: è l’essenza di ciò che siamo. 
È il simbolo della nostra identità, il riflesso del legame profondo che unisce generazioni in un unico grande abbraccio. 
Noi, volontari dell’Associazione Maria Santissima della Bruna, ci spendiamo ogni giorno con passione, impegno e amore per proteggere questo patrimonio. 
Lo facciamo gratuitamente perché crediamo che la nostra città meriti il meglio. 
Crediamo che la comunità abbia il diritto di conoscere la propria storia, di vivere le proprie tradizioni e di tramandarle ai figli e ai nipoti. 
L’assegnazione della fabbrica del carro non è una questione di parte o di potere: è una necessità della comunità. 
Questo luogo non è solo un edificio, ma il ventre della città, il crocevia in cui passato e futuro si incontrano. 
È lì che nascono sogni, che si modellano simboli, che si costruisce la nostra identità collettiva. 
La nostra associazione, che da sempre organizza con orgoglio e dedizione la festa della Bruna, porta avanti obiettivi concreti e profondi: tutelare le tradizioni, custodire la storicità della città, promuovere l’innovazione e favorire la socialità. 
La fabbrica del carro è l’unico luogo che può rendere questi obiettivi realtà. 
Abbiamo in mente progetti ambiziosi, gratuiti, pensati per l’intera comunità. 
Perché questa non è solo una festa: è un atto d’amore verso la città, un’occasione per rafforzare il senso di appartenenza e mostrare al mondo ciò che ci rende unici, anche grazie alla candidatura come Patrimonio dell’Umanità che ci aiuterà ancor di più a preservare la tradizione come la conosciamo. 
Chiunque tenti di ostacolare questo sogno non comprende la nostra comunità, non conosce il valore della nostra storia e non può arrogarsi il diritto di appropriarsi di ciò che appartiene a tutti noi. 
Non permetteremo che il cuore della città venga allontanato dalla sua gente. 
Noi siamo volontari, sì. 
Ma siamo anche custodi di un’eredità che non appartiene a nessuno e appartiene a tutti. 
Con fierezza chiediamo il rispetto per il nostro impegno e per i valori che portiamo avanti. 
Con fermezza, ribadiamo che questa non è una battaglia individuale, ma una causa collettiva: la festa della Bruna è la festa della comunità, della città, della sua anima.

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