Il critico d’arte a Oppido Lucano ha il Primo cittadino avv. Mirko
Evangelista.
L’incontro si è tenuto all’interno del Municipio della piccola cittadina lucana che
nasconde veri tesori di cultura rimasti sconosciuti alla collettività nazionale.
Mauro Di Ruvo ha visitato con il custode preposto dalla Pro Loco alla sorveglianza, la Chiesa
Rupestre di Sant’Antuono, una gemma rimasta pressoché integra nei secoli di storia che hanno
attraversato la Basilicata.
“Questa Chiesa si inserisce nella fitta rete straordinaria di chiese rupestri che insistono sul nostro
territorio, quasi in rapporto di anonimato con chi ci vive, non solo per le anziane generazioni ma
anche per le nuove.
E ha molti punti di contatto con la Chiesa Rupestre di Santa Margherita a
Melfi”.
Mauro Di Ruvo ha analizzato l’intero ciclo di affreschi evangelico delle due cappelle laterali, “le uniche
– afferma DI Ruvo – insieme al transetto discendente che si sono conservate all’interno dello spazio
cenobitico quale era destinata la sola navata.”
La Chiesa aveva già subito un intervento di restauro negli anni Settanta con il professor Cervellini
che aveva provveduto a un ripristino generale degli spazi interni e del ciclo di affreschi.
Nel corso
degli anni ci sono stati dei tentativi ma minimi di valorizzare e centralizzare il sito che durante gli
anni postbellici veniva addirittura usato come rifugio per il bestiame e accampamento di nomadi e
clandestini.
“I tentativi ci sono stati ma sono stati davvero minimi, quelli di portare in auge l’importanza di
questa Chiesa che potrebbe rivestire un fondamentale nucleo di ricerca archeologica e attrazione
turistica.
Ma prima di tutto, occorre un piano di musealizzazione che si connetta organicamente
all’intero circuito archeo-storico dell’area limitrofa.
Ci sono ancora molti oggetti ad Oppido Lucano
rimasti sepolti dall’oblio politico degli anni di una evidente trascuratezza del settore culturale.
Un
settore, che deve invece essere la forza motrice per una levatura politica ed economica.
Con il
sindaco Evangelista parlavamo proprio di questo: restituire il rispetto della storia al presente per
entrare veramente nella storia e non osservarla sul davanzale d’ingresso.”
Gli accordi di Di Ruvo col sindaco della città prevedono una totale rimessa a punto della Chiesa
Rupestre inserendola in un polo turistico nazionale e di rilevanza scientifica internazionale che
potrebbe apportare maggiore ricchezza anche alle casse della cittadinanza locale, attraverso un
progetto finanziario di caratura europea.
Interessanti sono però le scoperte del critico d’arte sulla raffigurazione dell’Ultima Cena
rappresentata nella parete est della Chiesa.
“Il Cristo non è al centro della tavola come
tradizionalmente vediamo secoli dopo nell’opera di Leonardo, ma è a capo tavola, intronato con i
sandali scoperti ed evidenti, mentre esibisce la formula di rito greco della benedizione.
Il frescante
che si suppone un pellegrino del Medio Oriente che assistito alle Crociate urbaniane, vuole dare un
diverso messaggio allo spettatore futuro: non la pietas come generalmente ci sia aspetta da queste
comunità basiliane ascetiche, ma la potestas di Cristo.
Il suo potere di conversione e redenzione
dell’eretico che potrebbe entrare nella Chiesa.”
C’è da scoprire dunque una grande massa di storia dietro quelle pareti, che Di Ruvo sicuramente ci
dirà prossimamente.




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