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📺 TG7 Basilicata. Montescaglioso. Festa della liberazione


L'anniversario della liberazione d'Italia, noto anche come festa della Liberazione, oppure anniversario della Resistenza, o semplicemente 25 aprile, è una festa nazionale della Repubblica Italiana, che si celebra ogni 25 aprile per commemorare la liberazione d'Italia dall'occupazione nazista e dal fascismo, a coronamento della cobelligeranza italiana con gli Alleati e della resistenza italiana contro il nazifascismo.
È un giorno fondamentale per la storia d'Italia, simbolo della lotta condotta dall'Esercito Cobelligerante Italiano e dai partigiani contro i nazifascisti a partire dall'8 settembre 1943, giorno in cui avvenne l'aggressione tedesca a seguito dell'annuncio dell'armistizio di Cassibile, firmato il 3 settembre con gli Alleati, che prevedeva la resa incondizionata dell'Italia, con quest'ultima che iniziò a combattere a fianco degli ex nemici di un tempo contro i nazifascisti. La data del 25 aprile è legata a un evento fondamentale della lotta partigiana. Il 25 aprile 1945 è il giorno in cui il Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia (CLNAI) proclamò l'insurrezione generale in tutti i territori ancora occupati dai nazifascisti, indicando a tutte le forze partigiane attive nel Nord Italia, facenti parte del Corpo volontari della libertà, di attaccare i presìdi tedeschi e fascisti, imponendo la resa, giorni prima dell'arrivo delle truppe alleate. «Arrendersi o perire!» fu l'intimazione che i partigiani diedero quel giorno ai nazifascisti ancora in armi. Obiettivo del proclama era quello di preparare l'insurrezione generale del popolo italiano ed evitare ove possibile un inutile bagno di sangue. Il termine effettivo della guerra sul territorio italiano, con la resa definitiva delle forze nazifasciste agli Alleati, si ebbe solo il 2 maggio, come stabilito formalmente dai rappresentanti delle forze in campo, durante la cosiddetta resa di Caserta, firmata il 29 aprile 1945; tali date segnano la sconfitta definitiva di nazismo e fascismo in Italia. Seguì poi la cosiddetta "amnistia Togliatti", che fu un provvedimento di estinzione delle pene proposto alla fine della seconda guerra mondiale nella neonata Repubblica Italiana dal ministro di grazia e giustizia Palmiro Togliatti e approvato dal governo De Gasperi I. L'amnistia comprendeva i reati comuni e politici, compresi quelli di collaborazionismo con il nemico e reati annessi. Nel secondo dopoguerra l'antifascismo fu un valore fondante della nuova Costituzione della Repubblica Italiana[3], che fu redatta da un'Assemblea Costituente eletta a suffragio universale, il quale fu introdotto per la prima volta in Italia in occasione del referendum istituzionale che sancì la nascita della Repubblica Italiana. L'Assemblea Costituente era composta dai rappresentanti di tutte le forze antifasciste che avevano contribuito alla sconfitta delle forze naziste e fasciste durante la liberazione dell'Italia.

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